L’Oglio Po rimane ospedale Covid free

I positivi dirottati a Cremona. Il M5S: «Servizi da potenziare». La Zaffanella chiede una mappatura del territorio

VIADANA

L’ospedale Oglio-Po di Vicomoscano rimane “Covid free”: l’ultima paziente positiva era stata dimessa all’inizio dello scorso mese di giugno. Per il momento, gli eventuali ricoveri di persone contagiate dal coronavirus verranno dirottati sull’ospedale Maggiore di Cremona. Dove, peraltro, la situazione si sta facendo complessa. A ieri i pazienti ricoverati con coronavirus erano 37: otto nel reparto di Terapia intensiva (tutti i posti letto disponibili occupati), sette in Pneumologia, venti in Malattie infettive e due al Pronto soccorso. Buona parte, in verità, provenienti dal Milanese.


Per far fronte a ulteriori ricoveri, saranno aumentati i posti letto nell’area abitualmente dedicata alla Week surgery. Parte del personale, peraltro, potrebbe presto essere dirottata sull’ospedale della Fiera di Milano.

«Siamo preparati ad arginare la nuova ondata?». Se lo chiede Andrea Fiasconaro (consigliere regionale M5S), secondo il quale i servizi preventivi e la medicina territoriale sono fermi al palo.

«Il Pirellone – ricorda Fiasconaro – aveva approvato a luglio la nostra proposta di istituire due distinte Agenzie per la tutela della salute, Mantova e Cremona al posto della sola Valpadana, proprio per riorganizzarne e razionalizzarne i servizi. La nostra proposta prevedeva anche l’istituzione di una Azienda socio-sanitaria del territorio Oglio-Po, così da riqualificare i servizi ospedalieri e no. Le Usca in funzione (Unità speciali di continuità assistenziali, sorta di avamposti territoriali) sono sette nell’area Valpadana, rispetto alle quindici preventivate; e parte con ritardo l’attivazione della figura degli infermieri di comunità. Siamo in spaventoso ritardo, nonostante il governo abbia già da tempo stanziato le risorse necessarie».

Fabrizia Zaffanella (capogruppo consiliare ioCambio) chiede intanto al Comune di Viadana di prestare un’attenzione particolare, prima che le cose possano sfuggire di mano. «Nessuno meglio dell’ente locale – nota il consigliere – conosce le situazioni potenzialmente a rischio e le risorse cui attingere»: la Zaffanella chiede pertanto una mappatura del territorio, ordinanze per vietare forme di assembramento in zone od orari a rischio e provvedimenti particolari per scuole, trasporti ed esercizi commerciali.

«Al Comune – sottolinea la capogruppo – compete inoltre di trovare sedi ed energie per garantire comunicazioni adeguate alla cittadinanza, anche su numero ospedalizzazioni, malati e decessi, divisi per età e sesso, attraverso i canali istituzionali e collaborando coi media. Il vuoto comunicativo verificatosi nella prima ondata pandemica non deve ripetersi, per evitare senso di paura e abbandono».
 

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