Le scuole mantovane ora iniziano a svuotarsi: ma non tutti gli istituti sono pronti

In buona parte delle superiori è scattata la didattica digitale integrata per il 75% degli studenti

MANTOVA. La sagra delle contraddizioni, questo strano anno scolastico targato Covid. Le scuole superiori mantovane, pur se in ordine sparso e affrontando le difficoltà poste da attrezzature tecnologiche che necessitano di potenziamenti, ce la stanno facendo ad assolvere al compito di mantenere il 75% dei propri studenti a casa a seguire le lezioni sulle piattaforme web.

Dall’altro devono anche garantire, nei limiti del possibile, l’accessibilità alle attività di laboratorio in presenza. Per farlo, devono per forza rimettere mano all’organizzazione degli orari predisposti quando lo slogan era “avanti tutta con la didattica in presenza”. In questo quadro definito dall’ultimo Dpcm e dall’ordinanza (più restrittiva) del presidente della Regione Attilio Fontana, alcuni istituti devono anche ospitare in questi giorni le prove scritte del concorso per insegnanti mettendo a disposizione personale per la vigilanza.

In altre parole, proprio nei giorni in cui il Governo chiama le scuole a riorganizzare tutto e svuotare le aule in nome della lotta alla pandemia, il Ministero utilizza le aule per far svolgere le prove di concorso. Succede, ad esempio, al liceo classico Virgilio e all’istituto Fermi (ma anche altre scuole sono coinvolte), dove ogni mattina si svolgono le prove con i presidi che devono occuparsi di garantire la vigilanza. Diverse voci si erano levate nelle scorse settimane per chiedere il rinvio o il cambio di formula del concorso per evitare l’utilizzo di scuole in questo periodo delicato e di emergenza. Nei giorni scorsi, ad esempio, era stata Rifondazione di Mantova a contestare questa scelta invitando a fermare il concorso. Prima ancora lo avevano fatto i sindacati e le associazioni di precari, che proponevano concorsi per titoli. Ma il Ministero ha tirato dritto.



Nelle scuole superiori mantovane, in ogni caso, la quota del 75% inizia ad essere ormai rispettata. Al Virgilio, ad esempio, sono iniziate il 27 ottobre le turnazioni delle classi, mantenendo in presenza soltanto il 25% degli studenti. Ragazze e ragazzi del linguistico utilizzeranno il laboratorio specialistico nella settimana di presenza. La scuola ha adottato orari già pianificati e approvati nelle scorse settimane da consiglio d’istituto e collegio docenti. Come già avvenuto ai tempi del lockdown in tutte le scuole (per disposizione del Ministero), le lezioni a distanza hanno una durata inferiore. Alcune classi (soprattutto quarte e quinte) hanno chiesto di poter fare più ore, ma questo non è possibile anche perché creerebbe differenze nell’offerta formativa.



Anche al Fermi, da martedi 27, il 75% dei 1.850 frequentanti segue da casa le lezioni fatte dai docenti a scuola. Questo ha messo a dura prova il sistema informatico della scuola, che sarà potenziato per reggere il volume di dati. Altri istituti necessitano di un po’ di tempo per adeguare gli orari. È il caso del D’Arco-D’Este dove solo le quinte (che da giovedi 29 ottobre cominceranno la didattica a distanza) e i corsi del liceo musicale e coreutico andranno a scuola. Intanto il governatore Fontana ha ringraziato i dirigenti scolastici «per la grande collaborazione messa in campo».
 

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