Paura del lockdown: già partita la corsa dai parrucchieri. E tanti cambiano look

Crescono prenotazioni nei saloni di acconciature: «I clienti si fidano, finora nessuna disdetta» 

MANTOVA. Il colore, il taglio giusto, il trattamento: il timore che il nuovo Dpcm costringesse i parrucchieri a tenere giù le serrande (rischio scongiurato, almeno per ora) ha spinto i mantovani a giocare d'anticipo e a prenotare sedute anticipate da barbieri e parrucchieri. Anche per evitare il ricorso al fai da te, che per i meno esperti si traduce in tagli e sfumature improbabili. La corsa ad affidarsi alle mani di professionisti è confermata dagli stessi acconciatori.

Che segnalano anche la fiducia dei clienti nelle misure anti Covid adottate nei saloni: pochissime, nonostante l’impennata dei contagi, le rinunce o le disdette; tante le prenotazioni per le prossime settimane e addirittura per dicembre. Diffuso il timore di un eventuale nuovo stop, perché la categoria fatica ancora a riprendersi dalla chiusura primaverile. Per riaprire, del resto, secondo un’indagine condotta dalla Cna, l’80% dei parrucchieri e dei centri estetici ha dovuto affrontare investimenti per adeguare i locali, e per igienizzare gli spazi e acquistare camici e mascherine hanno un aumento mensile dei costi di circa il 30%.

«Le persone hanno anticipato i servizi – racconta Stefano Scaglioni, titolare di un salone in viale Pasubio – hanno preferito non aspettare nel timore di nuove chiusure. Nessuno disdice gli appuntamenti: abbiamo una clientela fidelizzata che sa come lavoriamo, nel massimo rispetto del protocollo di sicurezza». Con regole che, pur comprensibili, dimezzano il fatturato. «Abbiamo otto postazioni, ma facciamo entrare in negozio due persone per volta. E, oltre a questo, ci sono i tempi per la sanificazione. Da quindici clienti al giorno, siamo passati a otto».

«Siamo sempre pieni – aggiunge Patricia Bassi, titolare di Claudia Staff di via Bertani – non riesco a capire se ci sia una particolare corsa ad anticipare i servizi. Certo, qualche cliente la battuta la fa, ma io sdrammatizzo. Non voglio pensare a un'altra chiusura. Sarebbe uno sfacelo». La guardia, nel suo salone, non è mai stata abbassata: «Abbiamo continuato a rispettare in maniera inflessibile le regole anti Covid, anche in giugno e luglio. E grazie a questo abbiamo guadagnato nuovi clienti». Tra i “best seller” del periodo i lavori lunghi, come colorazioni e tagli. «Prima avevamo clienti che venivano anche due volte alla settimana per la piega. Ora ci sono molte persone che desiderano vedersi diverse. Cercano il cambiamento».

Conferma la corsa all’appuntamento Cristian Vernizzi, dello Studio 53 di via Verdi. «Effettivamente nelle ultime due settimane alcuni clienti sono venuti con un po’ di anticipo per evitare sorprese. Ma abbiamo già prenotazioni anche per novembre e dicembre, con il pensiero positivo che non cambierà nulla. Noi parrucchieri ci siamo organizzati molto bene, usiamo tutte le precauzioni. L’ultima della serie è un sacco porta abiti per il guardaroba, igienizzato a ogni nuovo cliente».

Il suo salone non ha subito cali drastici di fatturato: «Da sempre lavoriamo soltanto su appuntamento. Siamo in sette e seguiamo sette clienti alla volta. E gli spazi sono molto ampi, il distanziamento era già rispettato prima». Flusso normale, invece, per Fiorenzo Crema, che gestisce un salone in via Oberdan ed è rappresentante degli acconciatori della Cna. «Ogni parrucchiere ha la sua storia, quindi è difficile parlare a nome dell’intera categoria. Per quanto mi riguarda, non ho notato la richiesta di appuntamenti anticipati. Non ho nemmeno rinunce. Anzi, tante clienti hanno già prenotato per novembre e per le feste di Natale. Questa è fiducia». 
 

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