A Mantova baristi e ristoratori apparecchiano piazza Sordello: «Non lasciateci soli»

Fipe Confcommercio: «La situazione è drammatica e le istituzioni devono sostenerci. Abbiamo investito per mettere in regola le nostre attività e ora siamo stati fermati con questo mini-lockdown che impedisce a tante persone di lavorare». Sabato nello stesso spazio protesterà il Coordinamento per lo sport. E il questore avverte: «Attenzione a manifestazioni non autorizzate»

MANTOVA. Dieci tovaglie apparecchiate con piatti e bicchieri sull'acciottolato di piazza Sordello. Un grido d'aiuto pacifico e dignitoso, ma fermo. Niente slogan urlati, ma la richiesta di poter continuare a lavorare. Gestori e dipendenti dei pubblici esercizi mantovani hanno pacificamente occupato in 300 il cuore della città per ricordare il valore economico e sociale del settore e chiedere alla politica un aiuto.

Trecento ristoratori e baristi in piazza a Mantova contro l'ultimo Dpcm

La mobilitazione #siamoaterra, organizzata da Fipe-Confcommercio, è andata in scena il 28 ottobre anche in molte altre città. Rappresentate in piazza le categorie della ristorazione, del fuori casa, dell'intrattenimento. Bar, ristoranti, pasticcerie, gelaterie, discoteche, locali notturne. In decine hanno tenuto in mano cartelli. Tanti i messaggi. Semplici parole chiave come passione, ospitalità, tradizione. O la mansione svolta: cameriere, lavapiatti, gelataio. Fino alle previsioni su imprese e posti di lavoro a rischio.

Nel Mantovano, le attività di alloggio e ristorazione sono 2.422, 528 delle quali in città. Gli addetti sono 9.764, di questi 2.104 nel capoluogo. A prendere la parola, dopo il silenzio militare suonato con la tromba, il presidente di Fipe Confcommercio Giampietro Ferri. «La situazione è drammatica e le istituzioni devono sostenerci. Abbiamo investito per mettere in regola le nostre attività e ora siamo stati fermati con questo mini lockdown che impedisce a tante persone di lavorare. Siamo stati definiti non essenziali, ma non è affatto così. Siamo aziende, creiamo reddito e meritiamo rispetto. Il nostro impegno è essenziale per turismo e made in Italy. Non siamo il problema, possiamo e vogliamo essere parte della soluzione».

A seguire tre minuti di silenzio, prima di concludere con l'inno di Mameli. «Questo per noi è un altro lockdown che rischia di sferrare un colpo definitivo – aggiunge Cristina Cominotti, referente del gruppo donne imprenditrici di Fipe – Abbiamo chiesto prestiti e messo tutto il nostro impegno. Temevamo, però, questo momento. L'intervento del governo pare sostanzioso, speriamo sia anche puntuale. Abbiamo incontrato la giunta, e il sindaco ha dato piena disponibilità ad aiutarci».

Proprio il sindaco Palazzi ha confermato il buon esito dell'incontro in sala consiliare. «Siamo al loro fianco – le parole del primo cittadino – come ci siamo sempre stati, concretamente, destinando col #PianoMantova oltre 4 milioni nel 2020 per togliere costi e dare sostegno». L’incontro ha visto dunque l’amministrazione confermare il bando da 150mila euro a fondo perduto per queste attività con l’impegno a reperire ulteriori risorse e convocare la prossima settimana un tavolo tecnico. Preoccupato per la situazione il presidente di Confcommercio, Ercole Montanari: «Il momento è drammatico. Tutti i recenti provvedimenti hanno aggravato la situazione della nostra categoria. C’è stata una leggera ripresa in estate, ma questi divieti sono una mazzata».

Nel frattempo il questore Paolo Sartori invita chi volesse manifestare ad informarsi: «Girano in queste ore strani whatsapp in cui si invita a partecipare a iniziative di piazza. Non mi sembrano di associazioni di categoria. Fate attenzione». Autorizzata, invece, risulta la manifestazione in programma per sabato alle 11 in piazza Sordello “Lo sport è morto”. A firmare il Coordinamento per lo sport. Si tratta, a quanto risulta, dei gestori delle palestre.
 

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