Ecco l’Ambasciata del nuovo corso «Piatti e prezzi meno pesanti»

Matteo Ugolotti torna nella cucina dove lavorò 5 anni «Delusi dall’addio di Tamani, ma i clienti apprezzano»

QUISTELLO

L’Ambasciata, il ristorante creato dal fratelli Tamani, che in passato ha ottenuto anche due stelle Michelin (nell’ultima guida uscita ne vantava una) dai primi di ottobre ha voltato decisamente pagina. Il motivo è la scelta compiuta da Romano Tamani di lasciare Quistello per avviare una nuova avventura in provincia di Verona. Una scelta maturata per la volontà di seguire il fratello Carlo, che già nei mesi precedenti non aveva più presidiato la sala del ristorante e che non rientrava nei piani dei titolari della nuova gestione, rappresentata da Paolo Guaragnella, avvocato d’affari che si divide tra New York e Milano, e dallo chef Matteo Ugolotti, che per cinque anni in passato era stato protagonista proprio nella cucina del locale con un ruolo importante.


L’Ambasciata ha riaperto il 19 settembre dopo il lockdown, con la presenza in sala di Romano Tamani, interrotta dopo alcuni giorni. «Siamo rimasti un po’ delusi dalla sua scelta - commenta Ugolotti -, anche perché in estate mi aveva chiamato a New York, chiedendo aiuto per riaprire il ristorante. Ora, per me L’Ambasciata è IL ristorante, non poteva chiudere. Ne ho parlato a Paolo e devo essere stato molto convincente, perché, anche senza mai averci messo piede, mi ha dato il via libera. Abbiamo investito denaro e forze per salvare il locale e ora, costi quel che costi, continueremo con tutto il nostro impegno, anche per ora lavorando solo a pranzo (in periodi normali le chiusure sono al lunedì sera e al martedì ndr)».

Come sarà L’Ambasciata senza il cuoco che l’ha creata? «I piatti del repertorio di Romano, che conosco a memoria, sono famosi per la ricchezza di sapori - sottolinea lo chef -. La nostra sfida, basata sulle tecniche di cucina, è quella di mantenere i sapori inalterati ma alleggerendo il piatto. A giudicare da quanto ci dicono i clienti, ci stiamo riuscendo. Molti vengono e poi prenotano per la volta successiva».

Detto che Ugolotti intende mantenere invariata la proposta gastronomica e anche le caratteristiche estetiche del ristorante, su due punti la nuova gestione ha deciso di intervenire. Anzitutto, la carta dei vini. «Abbiamo incaricato un istruttore per individuare etichette di prestigio con una scelta per tutte le tasche» sottolinea Guaragnella. «Abbiamo ritoccato i prezzi al ribasso - aggiunge Ugolotti - per venire un po’ incontro ai clienti in questo periodo di difficoltà e per cercare di attirare nel ristorante anche una clientela più giovane. Il nostro personale è entusiasta di questa avventura».

Anche il nuovo ristorante che vedrà al lavoro i fratelli Tamani si chiamerà Ambasciata. Questo potrà creare confusione? «Di Ambasciate ce ne sono tante in giro per il mondo - conclude Guaragnella -, la nostra è e rimarrà L’Ambasciata di Quistello». —

l.g.

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