Studio Tsunami sul plasma: finora arruolati 188 pazienti

Ma ne servono quasi 500. Il presidente dell’Istituto superiore di Sanità Brusaferro: «Con la situazione attuale raggiungeremo la soglia necessaria in tempi più rapidi»

MANTOVA. Nello studio Tsunami Italia, l’indagine condotta a livello nazionale che mira a valutare l'efficacia del plasma nella cura del Sars-cov-2, «al 26 ottobre sono stati 188 i pazienti inseriti».

Il trial, in cui «sono coinvolti 79 centri clinici e 88 centri trasfusionali», prevede «l'arruolamento di 474 pazienti ma ha avuto rallentamento in parte dovuto al fatto che in estate, fortunatamente, il numero di casi di persone con infezione grave è decresciuto ed è stato limitato. Con la situazione attuale raggiungerà la soglia dei pazienti da arruolare in tempi più rapidi».

Lo ha spiegato il presidente dell'Iss Silvio Brusaferro, durante l'audizione in Commissione Igiene e Sanità del Senato. Nel progetto, partito a maggio, «sono coinvolte un po’ tutte le regioni e 14 hanno randomizzato almeno un paziente, ma i pazienti coinvolti sono finora soprattutto toscani». Dello studio Tsunami fa parte anche il Carlo Poma, ospedale precursione insieme a Pavia del protocollo plasma. Nei mesi scorsi, infatti, Mantova e Pavia avevano condotto il primo studio a livello locale coinvolgendo i propri pazienti.


E grazie all’utilizzo del plasma iperimmune donato dai pazienti guariti il Poma e il San Matteo di Pavia avevano pubblicato un report dal quale risultava che la mortalità era stata ridotta dal 13-20% al 6%. Ancora oggi, in attesa che lo studio Tsunami sia ultimato, l’ospedale di Mantova utilizza anche il plasma iperimmune su alcuni pazienti con determinate caratteristiche.

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