Schiacciato dai pezzi di una gru, muore un artigiano di 45 anni

L'uomo è rimasto schiacciato da un grosso peso, vani i tentativi di rianimarlo

CASTIGLIONE DELLE STIVIERE. Un incidente sul lavoro all'interno della storica sede di Cifa Spa di Grole è costato la vita a Andrea Morresi, 45 anni, di Olgiate Olona (VA). L'uomo, titolare della Crane Service S.A.S di Castellanza (VA), ditta specializzata nello smontaggio di gru e di macchinari per l'edilizia, stava lavorando con il fratello proprio su una grande gru che era montata nel piazzale della sede di Grole.

Il colosso Cifa, con sede centrale a Senago (MI), collabora con questa piccola ditta artigiana del varesotto da tempo e i due uomini erano nella sede di Castiglione delle Stiviere proprio per un lavoro commissionato su un mezzo di enormi dimensioni. Da una prima ricostruzione fornita dalle autorità competenti, pare che Morresi, una volta giunto alla base della gru, si sia mosso verso la pesante piattaforma di cemento che serve da basamento. Il fratello lo avrebbe più volte ripreso e chiamato, anche con urla, per avvisarlo del rischio che stava correndo.
Probabilmente, il titolare dell'azienda non ha sentito ed è rimasto schiacciato da due parti metalliche che si stavano chiudendo.

In un primo momento Morresi è riuscito da solo a liberarsi dalla presa, ma poco dopo si è accasciato a terra.
Subito il fratello ha chiamato i soccorsi e sul posto sono arrivati ambulanza, auto medica ed elisoccorso, oltre ai carabinieri. In breve tempo l'uomo, che non sembrava essere grave - così raccontano i testimoni - è stato caricato sull'elicottero e portato in ospedale a Brescia dove, invece, le sue condizioni si sono aggravate e nella tarda mattinata è morto.

Le prime indiscrezioni parlano di una possibile emorragia interna, ma ora la documentazione è nella mani degli inquirenti. La notizia, di rimbalzo, è arrivata nello stabilimento di Castiglione, dove i due fratelli sono conosciuti, e anche nella sede di Senago dove le Rsu di Fim e Fiom sono in riunione.

Dalle segreterie provinciali Donatella Bignotti di Fiom e Monica Tonghini di Fim sono partite per Castiglione dove, al loro arrivo è stato indetto uno sciopero con assemblea nel cortile dell'azienda.

«Ancora una volta un lavoratore esce di casa e non vi fa ritorno - commentano Bignotti, Tonghini e Marco Massari - e questo è inaccettabile. Il 5 novembre ci sarà uno sciopero nazionale, e lunedì 2 un'assemblea che era convocata per preparare l'azione di protesta del 5. Useremo anche questa occasione per tornare a discutere di sicurezza sul lavoro. Qui si parla ormai solo di Covid, e nessuno afferma che non sia importante, ma le persone muoio sul posto di lavoro come prima del Covid, e a nessuno pare interessare».

Anche Dino Perboni di Cisl ricorda che «le morti sul posto di lavoro non accennano a diminuire, segno che manca cultura e sensibilità sul tema. Anche in provincia di Mantova si continua a morire e tutto questo sembra non destare interesse. Il tema della sicurezza è centrale nel mondo del lavoro. Dobbiamo arrivare a capirlo».

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