Pegognaga, addio all’ultimo partigiano: a 98 anni si è spento Battoni

Ex soldato nella campagna di Russia, nel ’45 entrò nella Resistenza. Segretario del Pci tra gli anni ’50 e ’60, è sempre stato impegnato in politica

PEGOGNAGA. Alla bella età di 98 anni è scomparso Carlo Battoni, l’ultimo partigiano e il più longevo esponente del movimento resistenziale di Pegognaga.

La notizia della sua morte, avvenuta nel pomeriggio di giovedì, ha fatto il giro del paese. Battoni era molto conosciuto e stimato a Pegognaga per la lunga attività lavorativa come responsabile per 15 anni del forno della Cooperativa “Uniti” e poi come titolare, assieme alla moglie Franca, di un negozio di generi alimentari in piazza Matteotti.


È stato un esponente di primo piano del Partito comunista italiano nei primi decenni del secondo Dopoguerra e un protagonista della vita politica – amministrativa pegognaghese per cinquant’anni. Tra gli anni’50 e la metà degli anni’60 è stato segretario politico del Pci. Pur ritirandosi in seguito dalla politica attiva per ragioni anagrafiche, Battoni ha mantenuto la sua passione continuando a militare nel Pds, Ds e poi nel Pd. Una passione coniugata al suo spiccato senso civico e al costante interesse e alla partecipazione alla vita sociale e culturale del paese. Ex soldato nella “Campagna di Russia” con l’Armir, è stato un renitente al richiamo alle armi nella Rsi, al repubblica di Salò, nascondendosi nella sua borgata di origine, ovvero quella della “Viola”.

«Nell’autunno del’44 stanco di restare nascosto nel sottotetto dell’abitazione di Antonio e Agenore Compagni – ha raccontato Battoni nel libro di memorie del 2017 Messaggi nella Torretta – ho deciso di andare a lavorare nell’organizzazione Todt impegnata a costruire sbarramenti e trincee anticarro nelle nostre campagne. Questo mi ha consentito l’uso di un lasciapassare e di collaborare con il movimento resistenziale. Nel marzo del’45, dopo la cattura da parte delle Brigate Nere di mio fratello Enore e la sua detenzione nelle carceri di via Poma a Mantova, sono entrato nella resistenza attiva ma ormai era imminente l’arrivo delle truppe americane per liberare il territorio dall’oppressione nazi-fascista. Il 23 aprile ho assistito all’arrivo a Pegognaga delle prime due camionette di soldati alleati, che dopo aver attraversato il viale dei Tigli, si sono fermate davanti al municipio. Tutta la gente in festa si è radunata attorno, mentre alcuni carri armati erano arrivati in piazza dalla strada per Moglia. Nei giorni successivi alla Liberazione mi sono messo a disposizione del comando di piazza del Nono distaccamento della 121esima brigata Garibaldi. Assieme ad altri partigiani insorti, sono stato al servizio di sorveglianza dei prigionieri fascisti e tedeschi nella ex Casa del Fascio. Erano giorni dove si scatenavano i rancori, gli odi e le vendette personali di una tremenda guerra civile, tante le armi in giro e in mano a gente che era salita sul carro del vincitore all’ultimo momento. Numerose erano le fazioni nel movimento partigiano e anche le “schegge impazzite” che nel nome della Resistenza si muovevano in modo autonomo, al di fuori di ogni direttiva politica».

Il funerale, in forma civile, di Battoni avrà luogo questa mattina alle 10 partendo dalla sua abitazione in via Sauro, per il cimitero, che il corteo raggiungerà in auto.

Vittorio Negrelli

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