Covid, nel Mantovano sono asintomatici sei su dieci: grave il 10% dei ricoverati

Finora in Rianimazione passati 25 pazienti. Erano novanta nella prima ondata

MANTOVA. Un centinaio di ricoverati Covid, tra cui undici in Rianimazione, sette a Pieve di Coriano e quattro a Mantova. L’età media di chi sta lottando contro il coronavirus in terapia intensiva è di 61 anni, come nella prima ondata, e i giorni di ricovero sono in media una ventina. Ecco l’attuale quadro dei ricoveri negli ospedali mantovani, impegnanti senza soluzione di continuità in un guerra iniziata il 28 febbraio.

Gli accessi ormai giornalieri nei reparti allestiti con letti Covid hanno reso necessario un piano strategico di recupero di nuovi posti e nuovi spazi. Come la riapertura al quinto della Medicina Covid, l’ex reparto Toraco-Vascolare chiuso a marzo in occasione della prima ondata, poi diventato area grigia nella pausa estiva e oggi riaperto per malati Covid. I letti sono sedici e sono gestiti dalla Medicina Generale del Poma diretta dal primario Mauro Pagani. Di conseguenza la sezione A della Medicina è diventata grigia (dodici pazienti in stanza singola con diagnosi da chiarire) e la sezione B rimane pulita con venticinque letti.


Ma un altro dato importante, emerso in questi giorni grazie alle indagini compiute dal nucleo Malattie Infettive dell’Ats, è il numero dei positivi che presenta sintomi evidenti: nel Mantovano si attesta intorno al 40%, contro il restante 60% che invece non presenta alcun sintomo. E questo sottolinea ancora di più il rischio di diffusione del virus.

Tornando ai ricoveri in terapia intensiva i numeri dicono che i pazienti che finiscono in Rianimazione sono più o meno il 10% dei ricoverati totali, mentre la percentuale di coloro che finiscono in terapia intensiva sul totale dei positivi è solo dello 0,5%.

Ma quanti sono i letti a disposizione della Rianimazione? Attualmente sono sedici, otto a Mantova e otto a Pieve di Coriano. Quasi tutti esauriti quelli di Pieve, mentre al Poma per il momento sono ricoverati quattro pazienti. Gli altri quattro posti sono aperti per i Covid, ma per il momento sono a disposizione delle linee chirurgiche delle sale operatorie in generale e per gli interventi delle alte specialità. Ovviamente fino a quando l’evoluzione della pandemia lo permetterà.

Ma fino a dove può spingersi l’Asst di Mantova nel recuperare posti letto di terapia intensiva? A questo punto occorre fare un passo indietro. A marzo-aprile i letti erano 29 al Poma e 7 a Pieve, per un totale di 36. Oggi, però, secondo le indicazioni della Regione gli interventi di chirurgia, anche delle alte specialità, non sono sospesi e quindi una parte dei letti va tenuta a disposizione dei post-operati non Covid. «Dal primo agosto a oggi – ha spiegato il primario della Rianimazione del Poma, Gian Paolo Castelli, in occasione di una diretta Fb con il sindaco di Curtatone, Carlo Bottani – i pazienti transitati da noi soon stati 25. In occasione della prima ondata sono stati in totale una novantina». Il che significa che ormai un terzo dei pazienti della prima ondata hanno ricevuto le cure dei medici intensivisti.

Il dottor Castelli ha ricordato che il numero delle persone ricoverate in Lombardia aumenta, ma meno rispetto ad altre Regioni. «In Lombadia abbiamo un 5% di ricoverati rispetto al totale dei positivi contro il 12% della Liguria. Questo significa che molti pazienti positivi riescono a superare la malattia restando al loro domicilio». 


 

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