Un Dpcm e mille dubbi, il Comune di Mantova alza le mani: «Non chiedete a noi»

L'assessore Rebecchi: spesso invitiamo le persone a scrivere anche alla Prefettura che rappresenta il governo centrale sul territorio

MANTOVA. Codici, commi, decreti e deroghe: il virus è anche quello della burocrazia, che moltiplica i dubbi e amplifica il senso di smarrimento in un orizzonte già precario. L’ultimo dpcm, ad esempio, acronimo entrato di prepotenza nel nostro vocabolario: a differenza dei decreti approvati d’imperio per il lockdown, quello firmato dal premier Conte il 24 ottobre non ha alcun allegato con le specifiche dei codici Ateco. Eccola, la burocrazia che tutti ingarbuglia. I codici in questione identificano le singole attività economiche a prova d’incertezza. Nel momento in cui s’interviene a limitare, sospendere e chiudere, sarebbe opportuno operare con precisione. E invece. Così da quattro giorni il Comune è bersagliato da richieste di chiarimenti, tutti a bussare, scrivere, domandare allo Sportello unico, al comando della Polizia locale e al settore Sport.

Tutti a pretendere risposte su ciò che si può ancora fare e quello che è invece nuovamente proibito. «Ma noi non possiamo offrire un’interpretazione autentica, non siamo titolati a farlo – interviene l’assessore al commercio Iacopo Rebecchi – L’ultimo dpcm individua delle attività in maniera non sempre precisa, così, per ottenere chiarimenti, i destinatari dei precetti si rivolgono all’istituzione più vicina, cioè il Comune. Che poi, fossimo solo noi a fare i controlli, potremmo pure sbilanciarci, ma così è anche incoerente. Cosa facciamo allora? Sollecitiamo la presidenza del Consiglio a integrare le faq sul sito istituzionale, e spesso invitiamo le persone a scrivere anche alla Prefettura, che rappresenta il governo centrale sul territorio».


Le faq, altra aberrazione linguistica, con l’aggravante del ricorso all’inglese: frequently asked questions, le domande poste con maggiore frequenza e le relative risposte. Un esempio per tutti: alla voce “sport”, il dpcm del 24 ottobre consente l’attività motoria e sportiva di base «in centri e circoli sportivi esclusivamente all’aperto, previo rispetto del distanziamento e delle altre precauzioni previste dai protocolli». Passi per i circoli, ma cos’è esattamente un centro sportivo? Urge una nuova faq.


 

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