Contenuto riservato agli abbonati

Cantiere in fermento sul ponte di San Benedetto Po: e ora preoccupa la chiusura

Saldatori all’opera sulle due sponde per terminare i montaggi entro aprile. Cauto ottimismo del sindaco: «Ma serve avere vie alternative per il futuro stop»

SAN BENEDETTO PO. “Eppur si muove...”. Dopo mesi di cantieri altalenanti, fermi e ripartenze, i lavori di riqualificazione del ponte sul Po fra San Benedetto e Bagnolo sembrano avere imboccato la via giusta. Da un mese gli operai sono alacremente all’opera per montare le parti che costituiranno il manufatto metallico che sostituirà in alveo l’attuale passaggio in cemento armato.

Sulla sponda di Bagnolo lavori sono in una fase più avanzata. Dopo avere completato la soletta metallica, ora gli operai, una quindicina fra personale diretto della Toto costruzioni, la Spa incaricata dalla Provincia della riqualificazione, e ditte esterne, stanno procedendo al montaggio del grande arco che sovrasterà questa metà del ponte.

Sul piazzale opposto, in sponda destra, si sta invece completando la parte dell’impalcato. Le due metà, una volta montati gli archi, saranno provvisoriamente appoggiate sulla enorme pila che è in costruzione al centro del fiume, a valle del ponte attuale. L’ipotesi prevede di svolgere l’operazione dopo aprile ed entro la prossima estate quando sarà necessario chiudere totalmente al traffico il ponte attuale, oggi limitato al traffico leggero, per procedere alla demolizione delle campate in cemento armato. Da qui la preoccupazione del sindaco di San Benedetto Po, Roberto Lasagna, “scottato” da precedenti esperienze, che per tempo lancia l’appello.


«Registriamo che il cantiere finalmente procede con buoni ritmi - dice - Al lavoro ci sono oltre una decina di operai e le operazioni di saldatura stanno andando avanti come m ai sinora avevamo visto. Sono cautamente ottimista che si arrivi finalmente alla conclusione del lavoro e si possa vedere completata quella riqualificazione che da tanto attendiamo. Ovviamente bisognerà misurarsi con le piene del Po, che stanno rallentando la messa in opera del pilone in alveo, con possibili lockdown pesanti, ma intanto non nascondiamo la soddisfazione per il procedere dei lavori».

Proprio l’accelerazione, però riporta in primo piano il tema della viabilità alternativa quando sarà necessaria la chiusura totale al traffico. L’ipotesi di un “bypass” che dall’argine, passando per il cantiere, arrivasse direttamente al ponte provvisorio è già stata scartata una prima volta dalla Provincia. «Le alternati ve sono l’A22 e la strada arginale di Portiolo, che è messa in condizioni disastrose - prosegue il primo cittadino - Per questo ho chiesto che l’ente gestore, la Provincia, garantisca in ogni modo l’incolumità degli utenti che saranno costretti a compiere tragitti alternativi e soluzioni di buon senso».

Il nuovo clima di fiducia instauratosi con la ripartenza dei lavori sembra avere messo per ora in secondo piano le frizioni fra Toto costruzioni e Provincia sull’appalto da 33,4 milioni di euro sfociate in denunce reciproche. Il collegio arbitrale per risolvere le dispute fra stazione appaltante ed esecutrice previsto dal decreto Semplificazioni è stato istituito con la nomina di due esperti per parte della Provincia ed altrettanti per conto della Toto. Ma non è stato ancora convocato per la scelta del quinto membro, il presidente e quindi non è al momento operativa. Questo mentre nel frattempo, dopo la prematura scomparsa del dirigente Giovanni Urbani, il compito di seguire l’area Lavori pubblici e trasporti della Provincia è passato all’ingegner Antonio Covino.

La guida allo shopping del Gruppo Gedi