L’assembramento corre sul filo: a Mantova migliaia di chiamate alla polizia locale

Il comando della Polizia locale potenzia la centrale operativa: molti i dubbi sugli spostamenti. Forze dell’ordine tra controlli e assistenza al cittadino

MANTOVA. Autocertificazioni, mascherine, distanziamento: non manca nulla. Anche se non sembrava proprio un sabato da lockdown, chi sabato 7 novembre è stato fermato per un controllo era in regola con le limitazioni dell’ultimo Dpcm. Gli “assembramenti” casomai erano altrove, questi però non a rischio contagio, ovvero sulle linee telefoniche del comando della polizia locale cittadina. Sono migliaia le chiamate arrivate in questi giorni in viale Fiume al punto che il comandante Paolo Perantoni ha dovuto potenziare la centrale operativa per far fronte alle domande di cittadini e attività che non sanno come interpretare le norme per non incorrere in eventuali sanzioni. «Si tratta soprattutto di domande sulla possibilità di spostamento – spiega il comandante – direi che sono il 70-80%». Chi chiede se può andare a ritirare un articolo prenotato in un negozio di un altro paese o a trovare un parente infermo, chi deve consegnare un pacco e arriva da un’altra regione e c’è anche chi vorrebbe andare a pescare ma non ha ben capito se anche stavolta rientra tra le attività sportive consentite nell’ambito del Comune di residenza. E se per la pesca la Regione è in attesa di una risposta dal ministero, intanto il sito del governo ha dedicato una sezione apposita per rispondere alle domande più frequenti. Ad esempio: si può assistere un parente o un amico non autosufficienti mentre la spesa fuori comune è possibile se si tratta di un supermercato comunque vicino alla propria abitazione.

Le indicazioni per le forze dell’ordine sono contenute nella nuova ordinanza firmata dal questore Paolo Sartori che conferma che al momento i controlli in città non hanno riscontrato particolari violazioni a parte due pregiudicati sanzionati perché non in grado di giustificare la loro presenza lontano da casa: «Con alcune attività aperte – chiarisce Sartori – è normale che ci siano più persone in giro rispetto al precedente lockdown, l’importante è che siano nel rispetto della norma». Le forze dell’ordine al momento stanno svolgendo anche un ruolo di assistenza ed educazione nei confronti dei cittadini che ancora devono abituarsi alle regole di una regione in zona rossa. «La ratio è duplice: – spiega ancora il questore– da una parte la finalità del provvedimento è quella di evitare assembramenti di persone per limitare la diffusione del virus, dall’altra bisogna far sì che le attività economiche autorizzate così come le esigenze di vita quotidiana dei cittadini siano salvaguardate nel miglior modo possibile purché nel rispetto della normativa».

 

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