«L'ospedale di Mantova non chiude, garantita ogni urgenza grazie anche ai privati»

Il direttore generale del Poma replica al chirurgo che aveva lanciato l'allarme e l'appello al sindaco Palazzi: «I cittadini mantovani che hanno necessità di prestazioni urgenti vedranno il loro bisogno soddisfatto»

MANTOVA. "Allarme del chirurgo. Il Poma ha chiuso”. Era il titolo di un articolo della Gazzetta di domenica 8 novembre dedicato all’appello al sindaco Palazzi di un chirurgo dell’ospedale di Mantova riguardo al pericolo della riduzione dei servizi non Covid. Lunedì 9 novembre è arrivata la replica di Raffaello Stradoni, direttore generale dell’Asst. Di seguito il testo integrale.

«Personalmente mi dispiace che dopo aver speso tantissime energie per illustrare a tutti i dipendenti e collaboratori, ai coordinatori infermieristici e ai direttori di dipartimento la situazione epidemiologica lombarda e mantovana e, soprattutto, i progetti da noi proposti e accolti da Regione, si tenti ancora una volta di lanciare allarmi su una presunta crisi del Poma – esordisce Stradoni – rispetto alla prima ondata epidemica, la domanda di salute per patologie non Covid è ancora molto elevata. D’altro canto la necessità di incrementare posti letto per le patologie Covid, con particolare riferimento a quelle di terapia intensiva, ci costringe a distogliere gli anestesisti rianimatori dalle attività chirurgiche di sala operatoria per dedicarli alla cura di pazienti intubati Covid positivi».

Consapevole di tale problematica «la direzione dell’azienda, sentiti i chirurghi e preso contatto con gli altri erogatori sanitari provinciali, ha proposto una suddivisione dei compiti che consenta da un lato di utilizzare l’hub centrale del Poma per le patologie Covid e le emergenze chirurgiche, dall’altro di continuare a intervenire sui pazienti urgenti non Covid utilizzando le nostre equipe chirurgiche negli spazi messi a disposizione dagli erogatori di cui sopra. Tale proposta, caldeggiata sia dalla nostra consigliera regionale Alessandra Cappellari, sia dalla deputata Anna Lisa Baroni, che devono essere ringraziate per l’impegno profuso, è stata accolta e verrà attuata, a meno di un improvviso e non augurabile peggioramento della situazione, nonostante il lockdown a cui siamo assoggettati».

«Non è quindi esatto affermare che “il Poma ha chiuso”, perché i cittadini mantovani che hanno necessità di prestazioni urgenti vedranno il loro bisogno soddisfatto dai medici del Poma, grazie all’utilizzo di risorse messe a disposizione dagli erogatori privati, che sono pur sempre finanziate dalla mano pubblica. In questa situazione è opportuna la massima unitarietà possibile, come peraltro fortemente auspicato dal nostro Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Credo questo sia un piccolo esempio che mi illudo essere virtuoso per combattere tutti insieme questa insidiosa malattia».

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