Assalti alle banche, tre anni e mezzo al bandito in trasferta

Condannato per le due rapine a Gazzuolo e Casalmoro. Assolto per altri due colpi compiuti a Ostiglia e Suzzara

MANTOVA. Era accusato, con dei complici, di ben quattro rapine in banca in territorio mantovano. Per due degli assalti è stato assolto, mentre per altri due è arrivata la condanna. Dovrà scontare tre anni e sei mesi Damiano Russo, 43enne foggiano di Cerignola, processato oggi (10 novembre) con rito abbreviato davanti al giudice Beatrice Bergamasco.

Le accuse si riferivano ai colpi messi a segno nel 2015 nella filiale di Mps a Ostiglia, il 1 luglio, quando una gang di quattro persone, tutte disarmate, aveva portato via diecimila euro, e nelle filiali di Mantovabanca a Suzzara il 3 agosto, a Gazzuolo, il 2 ottobre e a Casalmoro, il 21 ottobre.


Per i colpi di Ostiglia e Suzzara Russo, la cui posizione era stata stralciata da quella dei complici, come lui ritenuti in trasferta dalla Puglia, è stato assolto. Scagionato pure dall’accusa di ricettazione in merito alle auto rubate utilizzate per le rapine, mentre è stato ritenuto colpevole per i colpi di Gazzuolo e Casalmoro, pur con una condanna molto meno pesante di quella chiesta dal pubblico ministero, che era di sette anni e sei mesi.

Pochi dubbi del giudice sulla sua responsabilità: a Casalmoro, in particolare, il copione era stato molto pittoresco. Al momento dell'assalto in banca c'erano tre persone, due cassieri al front office, un impiegato in ufficio, e in un’altra stanza un cliente con il vicedirettore. Inizialmente era entrato solo uno dei banditi, con una parrucca in testa. Molto probabilmente disarmato, per bypassare il metal detector all'entrata. Ma uno degli impiegati aveva notato l'acconciatura insolita e si era insospettito. Aveva fatto appena in tempo a bloccare l'apertura ai complici che l'uomo, calatosi un cappuccio in testa, gli era saltato addosso, lo aveva strattonato e colpito. E gli aveva mostrato i muscoli per convincerlo ad abbassare la guardia. Il cassiere aveva quindi sbloccato la bussola per consentire l’ingresso anche agli altri due complici. A questo punto i tre, tutti con il volto travisato, avevano minacciato i bancari facendosi consegnare i soldi delle casse, circa settemila euro, il totale dei contanti versati dai clienti in mattinata. Fulminea la fuga a bordo di un'auto scura.




 

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