Commercio via acqua, nuova idea per Valdaro: zona franca per il porto di Mantova

I vantaggi: niente dazi per le merci in transito e agevolazioni per l’import-export. Avviato un tavolo di confronto con Confindustria, Api e Confartigianato

MANTOVA. In attesa della Zls, si progetta la Zfd. Sembra uno scioglilingua, potrebbe essere il futuro prossimo del porto di Valdaro. La strategia definitiva per agganciare lo sviluppo di Mantova alla sua identità anfibia, attirando le imprese attraverso un ventaglio di semplificazioni amministrative e agevolazioni fiscali. L’acronimo Zls sta per Zona logistica speciale, alla quale stanno lavorando le associazioni di categoria insieme alla politica: l’obiettivo alto è ottenere dall’Unione Europea l’inserimento di Mantova, o di un comune all’interno della provincia, nella “Carta degli aiuti a finalità regionale”, che consentirebbe di rafforzare la futura Zls iniettandole delle agevolazioni fiscali. Obiettivo alto e di medio termine: la nuova Carta, una sorta di lasciapassare per non inciampare nella normativa che vieta gli aiuti di Stato, sarà emessa nel 2022. Iter relativamente più semplice, tutto nazionale, quello della Zona franca doganale.

A illustrarne le opportunità, a settembre durante un convegno organizzato da Forza Italia al Valdaro Business Center era stata Valentina Di Milla, amministratore delegato della società di consulenza Ralian, incaricata di realizzare il piano di sviluppo strategico per la zona speciale del porto di Genova. Unica società italiana, la Ralian, ad aver firmato un Memorandum of understanding con la Federazione mondiale delle zone franche e delle zone economiche speciali. L’opportunità ha convinto Stefano Nuvolari, responsabile provinciale e regionale del dipartimento attività produttive di Forza Italia, che, come per la Zls, ha promosso un tavolo di confronto con Confindustria, Apindustria e Confartigianato, raccogliendo il loro interesse. Condiviso pure dall’assessorato regionale allo sviluppo economico.


La Zfd, dunque: quali i vantaggi? Norme alla mano, l’introduzione in zona franca è una speciale destinazione doganale che consente di custodire le merci importate senza limiti di tempo e senza pagare dazio. In particolare, il dazio non verrà pagato al momento dell’esportazione definitiva nel caso in cui le merci siano destinate a paesi extra Unione Europea. Diversamente, se fossero destinate al mercato interno, il dazio verrebbero pagato soltanto al momento dell’immissione in libera pratica. Non solo: nella zona franca la merce stoccata potrebbe essere anche manipolata e trasformata sotto controllo doganale. E se alla fine la Zls si sommasse alla Zfd, sarebbe perfetto. Meno burocrazia e più agevolazioni. La formula dello sviluppo.

Video del giorno

La rissa di sabato sera in un bar di piazza Broletto a Mantova e il fuggi fuggi generale

La guida allo shopping del Gruppo Gedi