Mantova, il mondo della produzione: «Basta con la zona rossa»

Camera di commercio e categorie scrivono al ministro e al governatore: «Qui l’epidemia è sotto controllo: le misure restrittive vanno adeguate»

MANTOVA. «Non riusciamo a comprendere come la nostra libertà personale e di impresa possa essere così fortemente limitata a fronte di uno scenario epidemiologico sostanzialmente sotto controllo». A scriverlo in una lettera inviata martedì scorso al ministro della salute Speranza e al governatore lombardo Fontana sono i rappresentanti dell’economia mantovana. Camera di commercio, Confindustria, Confartigianato, Cna, Confcommercio, Confesercenti, Api, Confai, Usarci, Coldiretti, Confagricoltura, Cia: industriali grandi e piccoli, commercianti, artigiani, agenti di commercio, agricoltori e agrimeccanici tutti insieme per invitare governo e Regione a rivedere la zona rossa estesa uniformemente a tutta la Lombardia e a guardare, invece, la situazione reale di ciascun territorio. Questo perché «l’emergenza, oltre che sanitaria, è anche e soprattutto economica» e va fatto di tutto per non fermare le imprese e i territori.

«Riteniamo estremamente urgente – scrivono le categorie ai due esponenti istituzionali – sottoporre alla vostra attenzione la valutazione del fatto che la situazione epidemiologica del territorio lombardo presenta al suo interno differenze estremamente significative sia in termini di nuovi contagi che in termini di nuovi contagi per abitante, sia in termini di saturazione delle strutture sanitarie». In particolare, i firmatari spingono affinché governo e Regione riflettano sul fatto che «a fronte di un contesto indubbiamente critico» per il nord-ovest della Lombardia, i territori del sud-est siano caratterizzati, sul piano sanitario, da «situazioni del tutto comparabili a quelle delle regioni limitrofe classificate nello scenario di tipo 2», e cioè Emilia e Veneto.


L’ultimo Dpcm di Conte, ricordano le categorie, consente agli enti competenti di «valutare e intervenire su situazioni di questo tipo» per adeguare le misure restrittive «all’effettiva criticità del territorio». «Risulta estremamente difficile – avvertono – accettare e far accettare» che le limitazioni introdotte con la zona rossa «dipendano esclusivamente dall’appartenenza a livello amministrativo a una regione invece che a un’altra, piuttosto che dall’effettivo diffondersi della pandemia a livello strettamente territoriale». Con la lettera, dunque, le categorie chiedono al ministro e al governatore che «venga urgentemente analizzata e rivalutata con assoluta concretezza, ai sensi del Dpcm, la situazione epidemiologica dei territori della provincia di Mantova al fine di adeguare le misure di contenimento alla reale criticità del territorio stesso, sulla base dei dati che settimanalmente la Regione riceve dalle strutture sanitarie territoriali e trasmette all’Istituto superiore di sanità». Perché, non si stancano di ripetere, «l’emergenza oltre che sanitaria è anche, e soprattutto, economica». —


 

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