Niente vaccini antinfluenzali nelle farmacie di Mantova: forse a fine mese

Il presidente dell’Ordine: «Dosi promesse dalla Regione ma se non vedo, non credo. Le prenotazioni le accettiamo senza garantire nulla»

MANTOVA. Medici, pediatri, virologi: tutti a suggerire di vaccinarsi contro l’influenza stagionale, anche se non si appartiene a una categoria a rischio, per evitare la sovrapposizione di sintomi con il Covid e ingolfare il sistema. Lo ripetono da mesi, quando la seconda ondata era soltanto un’ipotesi, per alcuni esperti pure pallida, e non il terremoto che adesso ci ha richiuso in casa (o quasi). Eppure in farmacia non si trova una dose che sia una in vendita al pubblico. Così in tutte le farmacie dello Stivale, provincia di Mantova compresa. Le uniche fiale transitano per essere distribuite ai medici di famiglia, che poi vaccinano i soggetti a rischio. Stop.

«Le prenotazioni? Le accettiamo, sì, ma non diamo mai la certezza che poi il vaccino arrivi» risponde il presidente dell’Ordine dei farmacisti di Mantova, Marco Cavarocchi. Che così riassume la situazione: le Regioni si sono accaparrate tutte le dosi sul mercato e, a livello nazionale, Federfarma ha chiesto di destinarne una quota alle farmacie, raggiungendo un accordo con il ministro della salute. Striminzito, però, insufficiente a coprire il fabbisogno. Morale, adesso si sta lavorando per aumentare la quota da vendere a chi desidera vaccinarsi per conto proprio. Ma le Regioni vanno in ordine sparso, soffiando nella vela delle promesse.


Così nella vicina Emilia Romagna, dove l’assessore regionale ha annunciato 36mila dosi dal 16 novembre. E così pure in Lombardia, dove pare che a fine mese possa arrivare qualcosa in farmacia. «Ma finché non vedo, non credo. In ogni caso, non sappiamo ancora di quante dosi si tratti» frena Cavarocchi. Ponendo l’accento su un’altra anomalia: «È stato pure chiesto al ministero di autorizzare, attraverso l’Aifa (l’Agenzia italiana del farmaco, ndr), l’importazione da altri Stati che hanno una produzione maggiore, tipo la Francia e la Germania. Ma non c’è stato verso». Domanda: non le pare una follia che prima s’inviti la gente a vaccinarsi contro l’influenza, per poi ritrovarsi senza dosi e col sistema sanitario già stremato dalla seconda ondata del virus? Risposta: «Federfarma ha posto la questione a giugno. Ci è stato risposto di stare tranquilli, che non si sarebbero stati problemi». 

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