Botte ed estorsioni alla convivente: condannato a 7 anni e mezzo

Una storia di disagio e violenza, inasprita dall’alcol prima e dalla cocaina poi, che ha massacrato la donna, 60enne, con la quale l'operaio conviveva

VOLTA MANTOVANA. La vessava con continue richieste di soldi da spendere nell’alcol e nelle macchinette. E davanti ai suoi no piovevano insulti e botte.

Fino allo scorso gennaio, quando, picchiata a sangue, dopo essere fuggita con la madre novantenne, trovando rifugio da una vicina, lei ha chiamato i carabinieri che lo hanno arrestato. Nicola Marcolini, 45enne, ha incassato una condanna pesantissima dal giudice Serra Cassano: sette anni e mezzo, contro i dieci chiesti dall’accusa.

Una storia di disagio e violenza, inasprita dall’alcol prima e dalla cocaina poi, che ha massacrato la donna, 60enne, con la quale lui, operaio, conviveva. Quella sera al 112 era arrivata una disperata richiesta d’aiuto che ha fatto accorrere subito i carabinieri e un’ambulanza. Trovano una donna, sanguinante e con varie lesioni su tutto il corpo. In modo particolare alla testa dove spicca una profonda ferita sulla fronte. Spiega l’accaduto e i carabinieri di Guidizzolo sanno già chi cercare. Sono intervenuti in altre occasioni e sempre a causa del carattere violento dell’uomo. Alla vista dei militari tenta di fuggire ma è subito bloccato. La donna viene ricoverata in ospedale e ai carabinieri racconta tutto: gli anni di vessazioni vissuti, le violenze fisiche e verbali subite e le minacce di morte, quasi sempre accompagnate da continue richieste di denaro.

L’avvocato difensore, Mauro Messori, che aveva chiesto l’assoluzione, ha cercato di sottolineare che il denaro che l’imputato esigeva in realtà era suo, ma lo affidava alla donna ogni mese.




 

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