Mantova, sale il contagio tra i dipendenti ospedalieri

Già una trentina gli infettati, via alla campagna di prevenzione: tamponi a risposta rapida per i primi quattromila

MANTOVA. Salgono i contagi tra il personale sanitario e il Poma corre ai ripari con un’ampia campagna contro la diffusione del coronavirus tra tutti i suoi dipendenti, comprendendo anche i non sanitari. L’Asst ha deciso di potenziare in queste ore l’attività di prevenzione per tutelare i lavoratori della sanità contro il Covid-19 attraverso un test antigene periodico che sarà eseguito su tutti i dipendenti esposti al rischio di contrarre il virus.

Si tratta di un tampone nasale con risposta rapida che sarà eseguito direttamente in reparto. Ne sono già stati distribuiti 1.600 su duemila ed entro fine settimana ne arriveranno altri duemila. Inoltre è stata avviata la procedura per acquistarne altri quattromila.


Gli operatori sanitari dell’Asst rimasti contagiati in questa seconda ondata della pandemia sono finora quasi una trentina. Si tratta di medici, infermieri, operatori tecnici e lettighieri.

I casi di contagio sono aumentati soprattutto nelle ultime due settimane e ovviamente al momento non si è in grado di stabilire se il personale ospedaliero si sia infettato perché ha abbassato la guardia durante l’attività lavorativa oppure se il virus sia stato contratto all’esterno, di pari passo con l’aumento dei contagi in tutta la popolazione mantovana.

I tamponi saranno eseguiti su tutti i dipendenti, partendo dagli operatori sanitari per arrivare poi a tutti i lavoratori non sanitari ritenuti indispensabili per il funzionamento dei servizi. Saranno coinvolti nei test anche i lavoratori esterni delle ditte che stanno lavorando all’interno delle strutture sanitarie.

I lavoratori sanitari esposti al rischio specifico Sars-Cov-2 sono circa 2.600. L’unità di crisi dell’Asst di Mantova, su disposizioni regionali, ha stabilito che i lavoratori sanitari che operano in reparti dove sono ricoverati pazienti fragili (Oncologia, Dialisi, Cure Palliative e Domiciliari, Patologia Neonatale, Terapie intensive, Medicina d’urgenza, pronto soccorso) eseguiranno obbligatoriamente il test ogni ventuno giorni. Per tutti gli altri lavoratori (sanitari e non sanitari) verrà proposto ogni trenta giorni a seconda della classificazione dell’area in cui operano.

Al di là di questa attività di screening è stato anche deciso che i lavoratori che segnaleranno un "contatto stretto" anche al di fuori del posto di lavoro potranno eseguire il test direttamente in reparto contattando il servizio di Medicina del lavoro.

Nell’ipotesi in cui non ci sia la possibilità eseguire il test in reparto, ad esempio per lavoro notturno o al di fuori dell'orario di apertura della struttura di appartenenza, il dipendente potrà recarsi ai pronto soccorso di Mantova, Borgo Mantovano e Asola per sottoporsi al test rapido segnalando comunque la cosa alla Medicina del lavoro.

Per recuperare personale medico da impiegare nei reparti Covid è in atto in queste ore una ricognizione per individuare i camici bianchi che, avendo ridotto le loro attività con particolare riferimento a quelle in campo chirurgico, potrebbero essere impiegati in reparti Covid oppure nei pronto soccorso dell’azienda socio sanitaria territoriale.

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