Per tre anni niente treni sulla Mantova-Bozzolo

Rfi presenta al ministero dell’ambiente il progetto: sotto esame per due mesi.  Il piano sospende in via definitiva le due fermate di San Michele e Ospitaletto



MANTOVA. Millecentogiorni senza il treno da Mantova a Bozzolo, sostituito da pullman; la stazione di Castellucchio declassata a semplice fermata; e le fermate di San Michele in Bosco e di Ospitaletto mantovano soppresse. Ecco che cosa dovranno attendersi i mantovani per avere il raddoppio dei binari tra Mantova e Piadena, primo tratto del completamento della linea per Milano fino a Codogno, da dove adesso partono i due binari verso il capoluogo meneghino.

A fine ottobre il progetto definitivo è stato inviato da Rfi al ministero dell’ambiente per la valutazione di impatto ambientale. Ora ci sono due mesi di tempo per consentire, soprattutto ai Comuni e alle due Provincia di Mantova e Cremona, di presentare osservazioni. Che non si preannunciano poche, e tutte di un certo peso.

I Comuni mantovani interessati dal tracciato, e cioè Mantova, Curtatone, Castellucchio, Marcaria e Bozzolo, con la Provincia, sono già sul piede di guerra. Hanno già fatto sapere che il progetto, così come è stato presentato a Roma, non va bene e che urgono modifiche. Soprattutto, non può essere, come è stato, un progetto calato dall’alto, ma deve essere concertato con il territorio. Ragion per cui in un vertice convocato nei giorni scorsi a Palazzo di Bagno la Provincia, i cinque Comuni e i consiglieri regionali mantovani hanno chiesto ufficialmente a Rfi di aprire un tavolo per condividere le opere previste nel progetto.

Oltre alle criticità accennate in apertura, ce ne sono altre sollevate dai Comuni. Il progetto di raddoppio prevede l’eliminazione dei passaggi a livello lungo il tracciato, sostituiti da cavalcaferrovia. Solo che quelli proposti da Rfi rischiano di spaccare in due paesi e borgate, costringendo i residenti a lunghi giri per oltrepassare quei binari che oggi, invece, vengono superati agevolmente e in fretta. E c’è poi la vicenda della futura autostrada Mantova-Cremona. Secondo la Provincia e i Comuni, Rfi non ha tenuto conto, nei suoi elaborati, del nuovo tracciato concordato con la concessionaria Stradivari («manca il progetto definitivo dell’autostrada» è la giustificazione di Rete ferroviaria italiana). Nelle osservazioni verranno anche messi in discussione quote dei binari, segnaletica e barriere di sicurezza.

Il doppio binario interesserà una tratta di 34 chilometri da Mantova a Piadena (i lavori da 490 milioni, in cassa ce ne sono 340, cominceranno nel secondo semestre 2021 per terminare nel maggio 2025). Rfi prevede che i lavori sul tratto Piadena-Bozzolo saranno realizzati senza bisogno di interrompere il traffico ferroviario; quelli, invece, da Bozzolo a Mantova richiederanno lo stop dei treni per 1.100 giorni, cioè per tre anni.

È prevista una serie di lavori sulle stazioni di Piadena, Bozzolo, Marcaria e Castellucchio (che poi perderà il suo status) dove verranno realizzati dei sottopassi per l’accesso alle due banchine (previsti anche scale e ascensori). Nelle stazioni di Bozzolo, Marcaria e Mantova sono previsti anche nuovi locali tecnologici. Con il doppio binario verranno realizzati tredici cavalcaferrovia che elimineranno i passaggi a livello e quattro viadotti, di cui in territorio mantovano e precisamente tra i territori di Bozzolo e Marcaria, a Marcaria e a Curtatone.
 

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