Mantova, la gestione del Drasso Park ancora a "Porto in rete"

L'opposizione: un errore. Bettoni: «Così si allontana ancora il parco dai cittadini». Critiche al progetto auditorium: «Sarà difficile da gestire»

PORTO MANTOVANO. L’amministrazione comunale proroga sino alla fine del prossimo giugno l’affidamento della gestione del Drasso Park all’associazione “Porto in rete”, che coordina diverse associazioni di volontariato. Questo per garantire le iniziative di “coesione sociale” che i volontari hanno attuato nell’area verde. Nel frattempo, con ordinanza sindacale, da sabato è stata disposta la chiusura di tutte le attrezzature ludico sportive nei parchi, piazze e aree pubbliche comunali per evitare assembramenti e adottare misure di maggiore prevenzione da rischio Covid 19.

Sulla proroga, si mostra estremamente critico il capo gruppo di Porto in rete (opposizione), Gianfranco Bettoni, per il quale il Comune con queste azioni farebbe l’opposto di quanto dichiarato pubblicamente.


«Che l’area del Drasso, baricentrica rispetto allo sviluppo della città, possa essere il “cuore” del Comune, quel centro di gravità mancante da sempre a Porto è una bella dichiarazione - dice Bettoni -. Ma nei fatti l’amministrazione si smentisce, affidando ancora provvisoriamente la gestione del parco a volontari. Perché? Basta andare al parco e vedere. Da tempo le famiglie lo disertavano perché non c’è bar, non ci sono luoghi di aggregazione. E allora chi ha i figli va da altre parti visto che la gestione di Porto in rete è limitata a aprire e chiudere i cancelli».



Nel progetto del Comune, l’auditorium in costruzione dovrebbe calamitare le attività culturali al Drasso.«Quello è l’altro punto dolente prosegue Bettoni - sul parco continua una gestione non professionale. L’auditorium, che visivamente è una scatola finestrata come hanno lamentato tanti cittadini, costata un milione, non sarà un centro culturale. Con oltre 250 sedie vincolate sarà un grande teatro. Che è vero, mancava a Porto, ma temiamo difficilmente creerà quell’attrattività che il Comune sbandiera. Invece di cercare intese con Mantova per la gestione di un centro culturale, Porto ha voluto fare da solo. Ma come farà a gestire un anno di cartellone senza nemmeno avere un ufficio cultura? Temiamo che il rilancio del Drasso sarà un buco nell'acqua pagato dai cittadini».

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