La Regione accelera sui fondi europei per l'agricoltura

Corsa contro il tempo per spendere i soldi dei piani rurali di sviluppo: «Prima del 31 dicembre liquideremo altri 30 milioni»

MANTOVA. L’allarme l’ha lanciato qualche giorno fa la Coldiretti: il ritardo nella spesa dei fondi europei rischia di far perdere all’agricoltura 682 milioni di contributi pubblici. Soldi che arrivano alle aziende attraverso i Psr (Piani di sviluppo rurale) messi a punto dalle Regioni.

Il pericolo di vedere sfumare i fondi riguarda tutto lo Stivale, da nord a sud. E la Lombardia non fa eccezione. Secondo l’analisi dell’associazione di categoria, la locomotiva d’Italia è quinta nella classifica delle regioni meno virtuose: prima di lei soltanto Puglia (al primo posto), Sicilia, Campania e Basilicata.


Tra le cause del ritardo, che penalizza anche Mantova (la nostra provincia da sola assorbe il 30% dei fondi) ci sarebbe soprattutto l’eccesso di burocrazia, al quale si aggiungono le richieste di varianti e di proroghe, che la pandemia, rallentando i lavori, ha aumentato a dismisura. La mole di documenti che le aziende devono produrre per poter partecipare ai bandi può spaventare anche le aziende più motivate. Esempi? Per ogni intervento che l’azienda intende farsi rimborsare con i fondi del Psr servono almeno tre preventivi.

Occorre, poi, presentare ogni volta un piano aziendale, quando tutte le imprese sono già “schedate” attraverso il fascicolo. Tutto materiale che gli imprenditori devono preparare e che poi gli uffici della Regione devono controllare: una montagna di lavoro, soprattutto per i bandi più complicati, come quelli che riguardano gli investimenti, che in Lombardia hanno tantissime richieste. Le stesse associazioni di categoria giustificano, in parte, i ritardi.

«Ricordiamo – spiega Gianni Azzini dell’ufficio tecnico di Confagricoltura – che la Lombardia è l’unica che a novembre liquida già l’85% dell’anticipo sulle misure Psr agro-ambientali e del biologico, dopo che a luglio liquida già gli anticipi Pac. Tutto questo a fronte di un numero di domande per gli investimenti davvero notevole, con una pressione sugli uffici che sicuramente si fa sentire».

«Il livello di avanzamento di spesa del Piano di sviluppo rurale ha una media nazionale del 51%; in Lombardia la percentuale è del 48% - precisa la Regione - Questa piccola variazione deriva dal fatto che la Lombardia ha già istruito, a differenza di altri enti regionali, alcune misure di carattere strutturale che impegnano ingenti risorse e che quindi necessitano di tempi maggiori per la realizzazione delle opere».

La Regione conta, poi, di recuperare terreno: «La Lombardia come sempre impegnerà tutte le risorse disponibili e si trova in linea con il crono-programma previsto. Contiamo di liquidare ancora 30 milioni di euro prima del 31 dicembre, arrivando a circa il 106% di spesa su quanto preventivato per quest’anno».
 

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