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Il settore danza mantovano chiede aiuto: «Abbiamo fame di ballo»

Striscione sulla scuola chiusa a Medole: «Non sappiamo quando riapriremo, abbiamo investito tanto per crescere, ci ritroviamo con un futuro incerto»

MEDOLE. «Abbiamo fame di ballo» recita lo striscione che pende dal tetto di un palazzo all’incrocio di viale Zanella. Il vento di questi giorni, però, ne ha arrotolato un pezzo e così, ora, la scritta che si legge è «Abbiamo fame». Un grido d’aiuto e, allo stesso tempo, un messaggio di speranza. A lanciarlo sono stati i ragazzi e le ragazze della scuola di ballo LDM – Ballo, Danza & Fitness di Sara e Seba. «Lavoriamo in questo settore da tempo – spiega Sara Tonini – e fino a tre anni fa eravamo attivi a Castel Goffredo. La sede ormai era diventata piccola e così abbiamo deciso di investire in un nuovo immobile. Ci siamo spostati a Medole, in questa struttura centrale. Oggi ospitiamo anche Art Ballet di Sara Moreni, realtà attiva dal 2011 e che cura tutta la parte di danza classica. Nel mentre siamo cresciuti e abbiamo un comparto fitness, con varie attività, pilates, gag, power body, e tutta la parte dedicata alle varie tipologie di ballo salsa bimbi e adulti, bachata, gestualità, kizomba, hip hop e break dance bimbi e ragazzi, teen project gare, bachata sensual, bachata fusion, salsa portorico, e, ovviamente, un servizio di lezioni private in questi grandi ambiti. Un investimento importante dunque che, di fatto, abbiamo ad oggi sfruttato un solo anno».

Attività come queste, infatti, lavorano e operano da settembre a maggio e i due lockdown hanno, di fatto, le hanno messe in ginocchio. «Abbiamo chiuso il 23 febbraio scorso. I primi a chiudere e, purtroppo ne siamo consapevoli, saremo gli ultimi a riaprire. Abbiamo provato a ricominciare in giugno e luglio, con poca gente, ma era un modo per ripartire. Poi ci abbiamo messo impegno in settembre, ma da metà ottobre siamo ancora chiusi e non sappiamo quando riapriremo». Nel mentre i ragazzi della scuola si sono attivati e hanno realizzato lo striscione (le fasi di lavorazione sono visibili sulla pagina Facebook della scuola) e alcuni disegni che si trovano sulla parta della scuola. «Un modo per farci sentire il loro affetto e la loro vicinanza» conclude Sara.

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