Tangenziale, la Regione sblocca il nodo Tibre

Intesa con il ministero. L’assessore Terzi: «Abbiamo la disponibilità dei soldi, ora c’è la collaborazione della concessionaria sul progetto» 

GOITO. Si è svolto in videoconferenza, un vertice tra ministero delle Infrastrutture (Mit) e Regione Lombardia in merito alla tangenziale di Goito, opera di pertinenza statale che Regione ha finanziato attraverso il Piano Lombardia. All’incontro ha partecipato l’assessore regionale a Infrastrutture, Trasporti e Mobilità sostenibile Claudia Maria Terzi.

«Abbiamo interloquito – commenta l’assessore Terzi - con la parte tecnica del ministero e verificato la possibilità di sbloccare l’iter di quest’opera attesa da molto tempo dal territorio e per la quale come Regione abbiamo stanziato 130 milioni di euro garantendo la copertura finanziaria integrale dell’intervento».


Come noto, la Tangenziale di Goito è un'opera di competenza statale perché compresa come opera accessoria nella concessione autostradale del Tibre. L’attuale (e unico) tracciato di tangenziale è stato progettato dalla ex società autostradale Autocamionale della Cisa (Autocisa, oggi incorporata in Salt) nel 2005 come opera compensativa della bretella Tirreno-Brennero (Tibre). Prevede un percorso di quasi 14 chilometri per collegare l’incrocio del Contino a Marsiletti, aggirando a sud gli abitati di Cerlongo e Goito. Ma da allora sono cambiate le norme sui raggi di curvatura e sui cementi armati e il progetto va rivisto.

«Abbiamo ribadito al ministero che, su richiesta dei territori, abbiamo recuperato i 130 milioni necessari per realizzare la variante ma che ora dobbiamo risolvere le questioni formali conseguenti al fatto che la strada in questione è prevista come opera complementare del lotto 2 del Tibre. Autostrada che, allo stato, risulta senza alcun tipo di copertura economica e, quindi, ben lontana dalla possibilità di essere realizzata. Registriamo - aggiunge però la Terzi – che sulla Tangenziale di Goito c’è stata una disponibilità di massima sia da parte della direzione tecnica del ministero che da parte del concessionario ad attivarsi per collaborare con la Regione. Sono invece preoccupata per il sostanziale abbandono del progetto “Tibre lotto 2” da parte del governo, anche alla luce del fatto che sono in corso i lavori di un primo lotto di circa 10 chilometri tutti nel territorio dell’Emilia-Romagna. Il Tibre lombardo è importante quanto quello emiliano». 

 

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