Vendeva finte cure anti Covid, ex medico di base del Mantovano in manette

Cinzia Casini lavorava al centro Iris di Castel Goffredo durante la prima ondata. Faceva seguire agli anziani terapie nutraceutiche, arrestato anche un complice.Le difese: "Non c'era il dolo"

CASTEL GOFFREDO. Approfittavano dei soggetti più deboli, soprattutto anziani, e vendevano loro integratori alimentari e costose terapie nutraceutiche: per questo Cinzia Casini, 29 anni, ex medico di base al centro Iris di Castel Goffredo e Giovanni Ruggeri, un pensionato 70enne di Montecchio Emilia, in provincia di Reggio Emilia sono finiti agli arresti domiciliari.

Le indagini dei carabinieri di Castel Goffredo e del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità di Cremona sono durate settimane e hanno visto la collaborazione dei carabinieri reggiani. Ai danni della dottoressa e del suo complice ieri è stata eseguita un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari. Il provvedimento emesso dalla Procura di Mantova scaturisce dalle risultanze investigative: Casini e Ruggeri in concorso tra loro, nel periodo compreso tra settembre 2019 e aprile di quest’anno si sono resi protagonisti di una serie di truffe, con l’aggravante dell’esercizio abusivo della professione sanitaria, facendo sborsare ingenti somme di denaro a decine di ignari pazienti del medico di famiglia, tutti residenti nel Mantovano somministrando loro costose terapie nutraceutiche (per nutraceutico si intende un prodotto contenente una o più sostanze normalmente presenti negli alimenti, ma rese disponibili in una forma farmaceutica che le contiene in forma dosata, concentrata e purificata) per la cura di svariate patologie tra cui anche infezioni polmonari da Covid-19.


La dottoressa spacciava per curanti alcuni farmaci che, seppur non dannosi per la salute, non avevano alcuna proprietà di difesa dal coronavirus, il tutto soprattutto durante la prima ondata della pandemia che ha portato al lockdown. Contestata anche l’aggravante della truffa al Sistema sanitario nazionale «posta in essere dai sodali», spiegano i carabinieri di Castel Goffredo, «nell’atto di approvvigionamento dei farmaci da somministrare ai destinatari delle cure, dietro pagamento. I medicinali infatti venivano acquistati nelle farmacie mantovane mediante ricette sottratte dal medico ad altri ignari colleghi».

Casini ed Ruggeri si trovano entrambi ai domiciliari nelle rispettive abitazioni, entrambe nel Reggiano. La dottoressa, che in passato è stata medico di base anche a Casaloldo, ha lavorato al centro Iris di Castel Goffredo fino 31 luglio di quest’anno prima del trasferimento nell’ambulatorio di Cadelbosco di Sopra, in provincia di Reggio, dove cinque giorni alla settimana riceveva i pazienti che gli erano stati assegnati dalla Ausl: le accuse a suo carico riguardano esclusivamente l’operato a Castel Goffredo.


Truffa aggravata nei confronti dello Stato e dei privati. Sono i reati per i quali la dottoressa  e il commerciante sono stati arrestati dai carabinieri di Castel Goffredo in collaborazione con i militari del Nas di Cremona. Ora si trovano entrambi ai domiciliari, difesi da due legali del foro di Mantova: la dottoressa dall’avvocato Roberta Ramelli dello studio Genovesi, Ruggeri dall’avvocato Andrea Pongiluppi. Entrambe le difese contestano il dolo, così come sostenuto dallo stesso giudice per le indagini preliminari di Mantova che aveva rigettato la richiesta di misure cautelari proposte della Procura, poi accolta dal tribunale del Riesame di Brescia e infine dalla Cassazione.

Nel mirino degli investigatori la terapia nutraceutica prescritta dalla dottoressa ai suoi pazienti. I nutraceutici sono quei principi nutritivi contenuti negli alimenti che hanno effetti benefici sulla salute. Si trovano in natura. Lei- dicono i difensori - crede in questa terapia perché su di sé ha avuto effetti benefici quando, a suo tempo le era stata proposta da Ruggeri (arrestato insieme a lei) che aveva approfondito l’argomento con numerosi studi. Rimane però il fatto che numerosi suoi pazienti si sono rivolti ai carabinieri per segnalare che nel periodo in cui aveva sostituito il medico Agostino Scovoli perché andato in pensione, si sarebbe inventata degli esami, prescritto medicinali per cure alternative.
E poi, sempre secondo le accuse, in concorso avrebbero estorto ingenti somme di denaro a decine di pazienti, tutti residenti in provincia di Mantova, somministrando costose terapie nutraceutiche per la cura di svariate patologie, non ultima quella relativa alle infezioni polmonari anche da Covid - 19. Questo sarebbe avvenuto tra il settembre 2019 e l’aprile 2020.
Nell’attesa che la Procura chieda il rinvio giudizio gli avvocati difensori affilano le loro armi per dimostrare che reati contestati sono troppo gravi rispetto a quanto effettivamente avvenuto negli otto mesi in cui la dottoressa ha lavorato nel Mantovano.
 

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