Mantova, due ore di flash mob per chiedere la riapertura delle scuole

La pioggia non ha fermato i "coraggiosi" che hanno seguito le lezioni, affiancati dai genitori, su tablet e smartphone davanti agli ingressi delle scuole. Al Fermi una ventina di studenti presenti: e il professore di lettere Giorgio Signoretti è uscito e ha tenuto la lezione della prima ora all'esterno, di fatto in presenza.

MANTOVA. "Esclusi pochi giorni di apertura, le scuole sono chiuse praticamente da febbraio. I ragazzi hanno perso un anno della loro formazione. Noi chiediamo alle istituzioni di risolvere i problemi che hanno portato alla chiusura delle scuole".

La protesta delle scuole a Mantova contro la didattica a distanza

Due ore di flash mob davanti alle medie e ad alcuni istituti superiori cittadini per chiedere, nel rispetto delle misure di sicurezza anti Covid, la riapertura delle scuole.

Protagonisti la mattina del 20 novembre dalle 8 alle 10, alcune decine di studenti, genitori e insegnanti. L'esempio è quello di School for Future, movimento contrario all'applicazione totale della didattica a distanza. La pioggia non ha fermato i "coraggiosi" che hanno seguito le lezioni, affiancati dai genitori, su tablet e smartphone davanti agli ingressi delle scuole. Chi si è portato lo sgabello da casa, con i libri e il materiale appoggiato nel baule aperto della macchina dei genitori, come in piazza Seminario, davanti all'Alberti. O chi, come i ragazzi del liceo classico Virgilio, ha preso posto sulle panchine di piazza Dante.

Alla Sacchi gli alunni sono stati fatti entrare nel cortile interno, mentre alla Bertazzolo, con il cancello chiuso, hanno occupato il marciapiede di via Dugoni. Più numeroso il gruppo al Fermi, con almeno una ventina di studenti presenti. Una scena che ha portato il professore di lettere Giorgio Signoretti ad uscire e a tenere la lezione della prima ora all'esterno, di fatto in presenza. Al suo fianco anche alcuni professori, usciti per portare solidarietà agli studenti. "Con la didattica a distanza si perde molto - le parole di Giacomo, al secondo anno di classico -. La nostra non è una protesta rozza, ma una richiesta allo Stato. A partire da un potenziamento dei trasporti".

Mantova, School for future: l'appello degli studenti

"Sappiamo che la situazione della pandemia è grave - aggiunge Eugenia del quarto anno - ma la scuola da casa è un surrogato. Non chiediamo di tornare a scuola domani, ma non vogliamo che cali l'attenzione sul tema". Alessandro Paccagnini, genitore, è tra gli organizzatori. "Oggi è un primo atto - spiega -. Speriamo che l'iniziativa possa continuare anche nei prossimi giorni e registrare sempre più adesioni. Non è una protesta, ma una proposta alle autorità. Siamo consapevoli della situazione difficile legata al virus, ma sappiamo che in altri Paesi, con più contagi, le scuole sono rimaste aperte. Ci piacerebbe conoscere le iniziative che le istituzioni pensano di mettere in campo nelle prossime settimane".

 

Concetti sottolineati anche dai genitori presenti davanti all'Alberti. "Non siamo certo negazionisti e non pretendiamo un'apertura immediata - commentano -. Però, sentiamo parlare di riaperture per Natale, di riaperture di attività commerciali, mentre di scuola non si parla. Che si trovino soluzioni sui trasporti e che si pensi ad ingressi e orari scaglionati in classe".

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