Distretto mantovano della moda, il post Covid sarà all'insegna del green

Alistair Williamson, direttore commerciale Emea di The Lycra Company, vede un futuro sostenibile anche per il distretto di Castel Goffredo: "L’industria della moda deve diventare verde"

MANTOVA. Investire sulla sostenibilità sarà la chiave di volta per uscire dalla situazione economica diretta conseguenza della pandemia a livello mondiale? In questa intervista ne parliamo con Alistair Williamson, direttore commerciale innerwear Emea (Europa, Medio Oriente e Africa) di The Lycra Company .



Secondo molti osservatori l’uscita dalla crisi sanitaria dovrà essere il momento per ripartire, e investire nella sostenibilità sarà il cuore e il cervello di questa rinascita. Investire nella sostenibilità economica, sociale e ambientale, quindi, sarà la scelta obbligata per molte aziende dopo il Covid-19? Ed è davvero economicamente sostenibile la sostenibilità ambientale nell’era del coronavirus?

«Credo sia sempre il momento giusto per investire in sostenibilità. Ora più che mai, l’importante però è farlo concretamente. Negli ultimi anni le aziende hanno fatto a gara ad annunciare “programmi di sostenibilità” che spesso però non vanno al di là di dichiarazioni di intenti e attività di marketing. Diverso invece è investire per trasformare processi produttivi e prodotti. In tal senso credo che la recente legge Ue che introduce una valutazione tassonomica delle imprese - basata sugli effettivi investimenti in sostenibilità, e volta a favorire un post Covid all’insegna del green deal - segni finalmente un punto di non ritorno. Molte sono le aziende che, già da diversi anni, investono risorse e sono attivamente impegnate sul fronte della sostenibilità».

Siete tra queste?

«Già nel 2008, quando ancora di sostenibilità si parlava ben poco, The Lycra Company ha creato Planet Agenda – uno dei progetti di punta del gruppo, dedicato a interventi concreti nell’ambito della sostenibilità. Interventi che vanno dalla Csr (Corporate social responsibility) fino all’eccellenza produttiva e alla sostenibilità del prodotto. Dal 2008 a oggi Planet Agenda è stato costantemente implementato, con investimenti continui per la messa a punto di innovazioni pensate per un tessile-moda più sostenibile. Il tessile-moda, duramente colpito dal Covid-19, è stato tra i primi a interrogarsi su come intervenire velocemente per ridurre i danni ambientali e imprimere un nuovo modello alla produzione industriale ed è tra i settori in prima linea a livello globale per il cambiamento. Il Covid -19 sicuramente impone di accelerare e ampliare l’impegno dell’industria per la sostenibilità. Cercare di ridurre l’impatto della propria produzione è oggi un must che si attua scegliendo materie prime che migliorano l’efficienza produttiva, producendo meno “seconde scelte”, consumando meno energia o acqua e producendo capi di abbigliamento di migliore qualità e più performanti. Capi pensati per durare più a lungo, sostenibili sia sul piano ambientale che economico».

Per un grande player come Lycra è una sfida abbordabile? E per le piccole ma numerose realtà aziendali che sono il cuore del distretto della calza mantovano? Quali difficoltà in più vede?

«Crediamo che investire in ricerca per ridurre l’impatto ambientale, preservando le risorse ed eliminando gli sprechi, sia una scelta vincente anche sul piano economico. Dal 2011, i centri di produzione di The Lycra Company nel mondo hanno implementato più di 250 programmi di riduzione dell’energia con il risultato che, a partire dal 2019, due dei nostri siti di produzione hanno ridotto il consumo energetico del 20% e più della metà del 10%. Riguardo al consumo di acqua, dal 2013 in due dei nostri centri di produzione il consumo di acqua è stato ridotto di ben il 20%. Siamo attivamente impegnati anche nella direzione “Zero Waste”: nel 2018 meno dell’1% degli scarti di fibre Lycra è stato conferito in discarica. Risultati di cui siamo orgogliosi ma che ci spingono a fare ancora di più. I produttori di calzetteria del distretto mantovano hanno una storia unica di creatività e innovazione, oltre alle ben note capacità tecniche. Per questo credo che il distretto sia in una posizione ideale per raccogliere la sfida. Quali difficoltà vedo? Iniziare un percorso di sostenibilità industriale è complesso e faticoso. Per questo credo sia fondamentale poter contare su fornitori e partner di fiducia che garantiscano innovazione green costante nel tempo. E poi essere informati, cercare informazioni provenienti da organizzazioni ed enti indipendenti, affidabili e riconosciuti. Vi sono prodotti che promettono piena sostenibilità, ma che poi non reggono i controlli tecnici e scientifici. L’intero ciclo di vita del capo e tutte le sue fasi di produzione sono determinanti, per questo credo che oggi la sostenibilità passi anche per la piena tracciabilità della filiera. I nostri prodotti sono frutto di ricerca scientifica e supportati da certificazioni redatte da enti indipendenti, proprio per poter aiutare i nostri clienti a scegliere in totale trasparenza. Alcune delle nostre proposte più innovative sono state presentate in anteprima al distretto in occasione della collezione tendenze dedicata al legwear» .

Quali strategie sta mettendo in campo il gruppo in questa direzione? Come si traduce, in linee di business, la filosofia “Less is more”?

«Dobbiamo andare tutti nella direzione di un sistema più circolare, riducendo gli sprechi e mantenendo le risorse in uso il più a lungo possibile. Noi siamo attivamente impegnati nello sviluppo di prodotti che utilizzano sempre meno risorse e assicurano un basso impatto ambientale a tessuti e capi durante il loro intero ciclo di vita. Come la tecnologia EcoMade che abbraccia i nostri marchi Lycra, Coolmax e Thermolite e riutilizza responsabilmente i rifiuti per consentire un modello di business più circolare. Quando Mies van der Rohe negli anni ’40 affermò “Less is more”, intendeva dire che avere poche cose essenziali è meglio che avere troppe cose superflue, perché ciò ci permette di concentrarci realmente su ciò che conta. Nell’attuale situazione di mercato, nella quale i consumatori hanno un reddito disponibile inferiore, è probabile che tenderanno ad acquistare meno articoli, ma di migliore qualità affinché durino più a lungo. Come emerge dall’ Hosiery Gap Analysis che The Lycra Company ha commissionato a Strategic Insights Inc, ben l’83% delle donne intervistate dichiara di desiderare capi di calzetteria che durino più a lungo e pone tale richiesta al terzo posto tra i fattori chiave per l’acquisto, subito dopo “che vesta bene” e “che sia del colore giusto”».

I consumatori cercano sempre più marchi di cui potersi fidare. Come si conquista e si mantiene questo rapporto con chi fa shopping nei negozi nel mondo?

«Dalla sua invenzione oltre 60 anni fa, la fibra Lycra e il suo marchio hanno portato ai consumatori innovazioni continue che hanno rivoluzionato l’abbigliamento, migliorando le prestazioni, il comfort e la vestibilità dei capi. Per i consumatori il marchio Lycra rappresenta da sempre una garanzia di affidabilità per i prodotti che lo scelgono ed esibiscono. In un recente sondaggio condotto tra i consumatori a livello globale, Lycra risulta conosciuto da ben l’87% dei consumatori e ben il 62% degli intervistati lo indica come sinonimo dell’elevata qualità dei capi. Un livello di fiducia e riconoscimento che rispecchia il nostro impegno in termini di responsabilità industriale. Partiamo sempre dall’ascolto dei consumatori e lavoriamo per soddisfarne i bisogni. Oltre alla messa a punto delle innovazioni, ci impegniamo a testarne l’effettiva validità ed efficacia e, una volta comprovata, lavoriamo per promuoverne l’adozione sul mercato da parte di brand e aziende produttrici di abbigliamento, così che i benefit possano arrivare ai consumatori. Per mantenere la promessa del brand di un’innovazione democratica stiamo mettendo a punto anche una nuova piattaforma digitale che consentirà ai consumatori e a tutti i nostri partner nella catena del valore di conoscere ancora meglio e più velocemente tutti i nostri prodotti».

Come ci si difende dalle “imitazioni”? E in cosa consiste, in concreto, il programma “Zero Tolerance”?

«Il valore del marchio è una risorsa chiave per la maggior parte delle aziende e The Lycra Company non fa eccezione. Siamo attivamente impegnati a difendere i nostri marchi dalle imitazioni. Svolgiamo un’attenta azione di controllo, analizzando regolarmente a campione molti capi presenti sul mercato che esibiscono i nostri marchi, per garantire ai consumatori che contengano davvero i nostri filati. Etichettare uno spandex generico come fibra Lycra è illegale e danneggia non solo la percezione del marchio e la sua promessa al consumatore, ma danneggia anche il rivenditore che potrebbe incorrere nel reato di frode e nelle relative sanzioni. La campagna “Zero Tolerance” è stata pensata proprio per dare un segnale forte di fiducia nei nostri prodotti di marca, sia a monte che a valle, per rassicurare i nostri clienti, supportandoli e proteggendo attivamente».

Si fa tanto parlare della tracciabilità del prodotto e di rispetto delle regole. Quanto pesa nella catena di valore di un prodotto in casa Lycra?

«Condurre il business secondo principi etici e nel pieno rispetto della legge è sempre stato uno dei principi guida fondamentali per la nostra organizzazione che opera in modo trasparente sia a livello di processi produttivi che di prodotti finali. L’eccellenza nella produzione è garantita attraverso certificazioni di terze parti che includono ISO 9001 o Standard 100 Eco-Tex inclusa l’appendice 6, ad esempio, e la tracciabilità del prodotto attraverso certificati come i certificati Gold Level Material Heath per determinati prodotti o, più recentemente, Certificazione Grs per la nostra famiglia di prodotti riciclati EcoMade. Credo che nel tessile moda non si possa parlare seriamente di sostenibilità senza parlare di piena tracciabilità della filiera. Sapere come e dove è fatto ogni ingrediente che compone un capo di abbigliamento è fondamentale per garantire la reale sostenibilità. Tutto questo ha un costo, ma credo che abbassare gli standard di qualità o scendere a compromessi sull’etica di impresa, nel lungo periodo, comporti costi di gran lunga maggiori. The Lycra Company intende rimanere un attore affidabile e un partner chiave per l’industria tessile del futuro».
 

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