I medici Covid a domicilio. Più di settecento interventi a Mantova

Sono i 10 professionisti delle unità speciali di continuità assistenziale dell’Ats. Divisi in quattro aree geografiche fanno visite, screening, tamponi e supporto 

MANTOVA. Dieci medici divisi in quattro nuclei Usca, le unità speciali di continuità assistenziale. Se ne parla poco perché operano al di fuori degli ospedali, sul territorio a contatto con i pazienti Codiv assistiti al loro domicilio. Osservati speciali dall’inizio della pandemia, perché per qualcuno sarebbero troppo pochi, il loro lavoro è prezioso per cercare di porre un freno alla pandemia da Covid-19.

Le Usca sono state attivate dall’Ats Val Padana il 30 marzo con una dotazione complessiva di venti medici al giorno dislocati su sette postazioni tra Mantova e Cremona, attive nei giorni feriali per dieci ore dalle 9 alle 19. A partire dal 7 novembre le Usca di Mantova capoluogo sono operative anche nei giorni prefestivi e festivi senza soluzione di continuità e svolgono le loro funzioni su tutto il territorio della provincia di Mantova.


Dall’attivazione del servizio a oggi le Usca mantovane hanno fatto 723 interventi a domicilio ed eseguito 353 tamponi. Ecco la suddivisione degli interventi per territorio: 200 a Casalmaggiore-Viadana, 166 a Mantova, 131 nell’Alto Mantovano e 226 nel Basso Mantovano.

La dislocazione e l’organico è il seguente: quattro medici a Mantova, due per l’Alto Mantovano (sede di Castiglione delle Stiviere), due medici per il Basso Mantovano (sede di Quistello) e due a Casalmaggiore/Viadana (sede di Viadana). Nel Cremonese sono 4 medici a Cremona, tre a Crema e tre a Soresina.

Le funzioni delle Usca in relazione ai bisogni del territorio sono state ampliate anche a seguito di nuove disposizioni nazionali e regionali e si riassumono nelle visite domiciliari a supporto e su segnalazione dei medici e pediatri di famiglia e dei medici di continuità assistenziale per la valutazione di pazienti con sintomatologia simil-influenzale, anche sospetti di Covid-19.

Nell’ambito di queste prestazioni il medico può eseguire il tampone per Covid-19 a scopo diagnostico o per la riammissione nelle comunità; esegue la visita a domicilio, consegna e ritira il kit di telemonitoraggio dell’andamento clinico del paziente nell’ambito del progetto di telemonitoraggio su indicazione del medico o pediatra di famiglia; svolge interventi nelle residenze di carattere socio-assistenziale (strutture socio sanitarie accreditate non a contratto, case albergo, comunità alloggio, Rsa in solvenza) i cui ospiti sono a carico dei medici di medicina generale; partecipa a screening urgenti con l’esecuzione del tampone nelle specifiche comunità del territorio su richiesta del dipartimento di Igiene e Prevenzione Sanitaria e della Prevenzione nelle Comunità; fornisce supporto alle Asst nelle attività di screening (test sierologico) al personale scolastico e alla popolazione studentesca e nei centri vaccinali in specifici orari e giornate nell’ambito della campagna antinfluenzale.

Le Usca collaborano infine con il medico di medicina generale, con il pediatra di libera scelta o con il medico di continuità assistenziale che fornisce le indicazioni cliniche necessarie per inquadrare il paziente anche sotto il profilo di altre patologie croniche e altri aspetti ritenuti necessari per facilitare l’intervento domiciliare. Nel caso la situazione sia imprevedibilmente complessa, il medico dell’Usca coinvolgerà il medico curante per l’eventuale attivazione di offerte aggiuntive di cura come l’assistenza domiciliare Covid e il supporto palliativo. 




 

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