Mantova, appello delle ostetriche: «Neo-mamme più sole a causa del Covid, servono più servizi»

MANTOVA. L’Ordine delle professione Ostetrica della Provincia di Mantova interviene in relazione all’emergenza coronavirus nel Mantovano sottolineando la difficile condizione delle donne in questo momento. «Una situazione – rileva la presidente Daniela Mantovanelli – che ci mostra ancora una volta la sofferenza, il disagio, il dolore delle donne (nella richiesta non semplice di interrompere una gravidanza), delle neomamme e delle ostetriche, che pagano per una solitudine resasi necessaria in quanto i ritardi dell’attuazione dei piani organizzativi non hanno garantito la necessaria assistenza».

La presidente auspica, ad esempio, che in breve tempo le donne Covid positive che danno alla luce i loro bimbi al Carlo Poma non debbano separarsi momentaneamente dal neonato e che a livello territoriale sia data la possibilità alle ostetriche di recarsi al domicilio in sicurezza per sostenere le donne nella cura dei loro piccoli e nell’allattamento. «Abbiamo avuto garanzie da parte di Ats Val Padana e Regione Lombardia – continua Mantovanelli – per essere integrati in modo permanente nei tavoli tecnici del percorso Nascita locale, in quanto il potenziamento dell’area materno-neonatale non può non tener conto degli orientamenti della giunta regionale, che, al di là del periodo pandemico, prevede l’attivazione dell’ostetrica di famiglia e comunità».

La presidente delle ostetriche mantovane spera inoltre che sul territorio si possano sviluppare nei consultori familiari i servizi socio sanitari territoriali «perché possa essere garantita la continuità della presa in carico a cura dell’ostetrica di famiglia e di comunità non solo in condizioni di fragilità e vulnerabilità perinatale ma in tutto il ciclo di vita della donna».

Voglio altresì ricordare – prosegue – che nel giro di tre anni le donne mantovane hanno perso due punti nascita, Oglio Po governato da Asst di Cremona e che serviva la zona di Viadana e Bozzolo, ed Asola governato da Asst di Mantova, chiuso all’inizio del lockdown quest’anno e mai più riaperto. La rete familiare assente o lontana, l’insicurezza del momento economico, la fragilità del servizio sanitario nazionale e di quello regionale non incoraggiano le giovani donne a mettere alla luce dei bambini. La nostra società è molto cambiata negli ultimi 50 anni e le reti familiari sono cambiate, per cui la solitudine non aiuta un progetto di vita con dei bambini».

Infine l’Ordine fa sapere che a causa dell’emergenza dello scenario pandemico e vista la nota del Ministero della salute e la circolare di Federazione, il consiglio direttivo dell’Ordine delle professione Ostetrica della Provincia di Mantova ha deciso di sospendere temporaneamente le assemblee elettive per il rinnovo del direttivo e dei revisori dei conti. A breve si terrà un consiglio nazionale in remoto che darà indicazioni. 

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