Mantova, troppi morti in auto: «La colpa è anche degli asfalti groviera»

La nostra provincia maglia nera in regione nel rapporto 2019 sulle vittime delle strada: per l’associazione tra le cause l’uso del cellulare, la velocità e i sorpassi 

MANTOVA. I numeri parlano chiaro. Sono ancora troppi i morti sulle strade della nostra provincia. È vero che rispetto a dieci anni fa il numero di incidenti con esito mortale è drasticamente diminuito. Questo grazie al nuovo codice della strada, all’aumento dei controlli contro la guida in stato di ebbrezza, all’introduzione dell’obbligo delle cinture di sicurezza e a un generalizzato incremento della sensibilità alla sicurezza stradale da parte di tutti. Nonostante questo, però, sulle strade si continua a morire. E in alcune province più di altre. Mantova, purtroppo, detiene un triste primato a livello regionale: in Lombardia è la provincia che conta più vittime rispetto al numero complessivo degli incidenti.

Secondo gli ultimi dati disponibili elaborati dall’Istat (quelli del 2019) mentre il tasso di mortalità regionale si attesta al 4,3 per cento (in Italia è del 5,3 per cento), la provincia di Mantova registra il 7,8 per cento, quasi il doppio. Su 1.088 sinistri, le vittime sono 33, in aumento rispetto all’anno prima quando, su 1.156 incidenti, si sono registrate 31 vittime. Ma questo perché?


Non si può dire che la prevenzione sia insufficiente, dato l’alto numero di autovelox e dispositivi di rilevamento della velocità presenti su tutto il territorio e anche i quotidiani controlli delle forze dell’ordine.

Una spiegazione, semplice, la fornisce la mantovana Denis Annovazzi, presidente della Associazione europea familiari e vittime della strada, che ha sede a Solferino. «Dai tanti confronti con le forze dell’ordine – spiega – abbiamo verificato che le prime cause di morte per incidente sono da riferire a tre fattori: uso del cellulare, velocità, sorpassi. La nostra provincia è fondamentalmente rurale, costituita da strade che erano di campagna e hanno subìto pochi cambiamenti nel tempo, se non l’asfaltatura». Ed ecco un tasto dolente. «Spesso nemmeno quella, perché – ma questo vale in tutte le province – il manto stradale è rovinato e sconnesso. Se sovrapponiamo i tre maggiori fattori di rischio incidente alla caratteristica delle nostre strade, ecco spiegato l’alto numero di morti. Comunque, torno a dire, se la velocità fosse inferiore e l’attenzione alla guida totale, cioè se gli automobilisti non si mettessero a scrivere messaggi al cellulare, di sicuro le vittime sarebbero meno».

La quasi totalità di incidenti mortali è avvenuta in strade extraurbane. Mantova, come sottolinea Annovazzi, come provincia essenzialmente rurale, è caratterizzata da strada strette, piene di curve, pochissime le tangenziali e le strade a grande scorrimento.

Tre i mortali successi in A22, in territorio mantovani; gli altri sono accaduti su strade provinciali o comunali un po’ in tutto il territorio, dall’Alto al Basso Mantovano, all’hinterland. Su 33 incidenti mortali, 20 sono avvenuti in auto, 10 in moto; 2 persone hanno perso la vita travolte in bici e una a piedi.

Trenta gli uomini deceduti, 3 le donne, una media d’età di 53 anni.


 

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