Virgilio navigabile, agricoltori mantovani compatti: «Un'assurdità»

Coldiretti, Confagri e Cia: «La priorità è il settore primario. Il turismo non deve intaccare la produzione dei campi»

MANTOVA. L’operazione di rendere il Canale Virgilio navigabile, con l’obiettivo di collegare il lago di Garda e Mantova, trova la ferma contrarietà del mondo agricolo, che si esprime compatto contro un’idea suggestiva, ma totalmente irrealizzabile, in quanto l’uso agricolo delle risorse idriche è prioritario rispetto alle finalità turistiche.

C’è assoluta unità di intenti a tutela del settore primario, che si schiera con l’ente consortile presieduto da Gianluigi Zani.


Il Consorzio di bonifica Garda Chiese – spiegano Coldiretti Mantova, Confagricoltura Mantova e Cia Est Lombardia – deve continuare a poter servire un territorio agricolo di 42mila ettari, garantendo l’irrigazione alle aziende agricole e l’acqua per alimentare le due centrali idroelettriche.

«L’agricoltura e l’agroalimentare sono due delle voci più significative dell’economia e dell’occupazione mantovana – afferma il presidente di Coldiretti Mantova, Paolo Carra –. Siamo favorevoli alle azioni che promuovono il turismo, facendo leva sulle eccellenze del territorio, ma non possiamo pensare che, oltre agli evidenti limiti tecnici e naturali che impediscono la navigazione, non si tenga minimamente in considerazione l’agricoltura, che dipende dalle risorse idriche messe a disposizione dal Canale Virgilio e dalle reti consortili».

«Come mondo agricolo – aggiunge Alberto Cortesi, presidente di Confagricoltura Mantova – è nostro dovere spiegare nel dettaglio come stanno le cose. Non siamo di certo contrari ad un utilizzo plurimo delle acque della nostra provincia, ma in questo caso mancano del tutto le condizioni tecniche. Il Canale Virgilio ha livelli e portate non compatibili con la navigazione, senza contare le volte in cui è necessario metterlo in asciutta per la sicurezza idraulica dei territori di valle».

«Condividiamo la posizione delle altre associazioni agricole - spiega Claudio D'Ascanio di Cia Est Lombardia - bisogna ricordare che lo Stato assegna prioritariamente ai cittadini e a seguire all'agricoltura l'uso delle acque. Non si può mettere a rischio la possibilità di irrigare e di salvaguardare il territorio. Le scelte vanno fatte sempre in sintonia con i Consorzi che operano sul territorio. L'utilizzo poi di una somma così ingente a questo scopo credo possa essere anche seriamente ripensata».
 

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