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Due morti tra gli anziani della Rsa, ai Ciclamini evacuazione graduale

A Quistello decisione su input dei militari. «Ospiti spostati a gruppi fino a che la situazione non torna gestibile»

Giorgio Pinotti
2 minuti di lettura

QUISTELLO. La casa di riposo I Ciclamini subirà, da questa mattina, un’evacuazione graduale degli ospiti legata all’emergenza Covid. Gli anziani saranno trasferiti a gruppi, procedendo per gradi, ma le operazioni si interromperanno nel momento in cui la situazione nella Rsa ritornerà gestibile dal personale rimasto in servizio.

Nella notte tra domenica e ieri ci sono stati due decessi e nel pomeriggio di ieri la task force di sanitari militari arrivata nella struttura si è espressa per l’evacuazione. Cosa che è stata disposta ieri sera dal sindaco e in accordo con l’Ats, ma non in toto, bensì a scaglioni.

Stamattina dovrebbero essere trasferiti a Villa Azzurra di Borgoforte i primi sette anziani, che sono quelli risultati negativi, poi si procederà con i più gravi, previa valutazione dei sanitari.

Il contagio nel giro di una settimana è dilagato all’interno della residenza sanitaria, dai primi tamponi positivi di 10 giorni fa, un paio, si è arrivati ai 60 positivi di domenica. Appena sette gli ospiti che sono rimasti immuni. La situazione è resa ancora più grave dal fatto che due terzi del personale sono contagiati.

La scena davanti alla casa di riposo, ieri, era surreale. Il buio era calato da poco quando i militari se ne sono andati. L’edificio sembrava deserto, non si vedevano sagome o movimenti dietro le finestre illuminate e aperte a vasistas per tentare di cambiare l’aria ormai infetta.

Ma dietro quei vetri si sta consumando un dramma, si sta lottando. C’è chi lotta per restare attaccato alla vita, minacciato da un virus che si è insinuato, invisibile, lungo i corridoi nelle stanze, dietro quelle mura che dovevano proteggere. E si lotta per assistere al meglio chi sta soffrendo, con strumenti che vista la portata del contagio non sono più adeguati. Sono rimasti in pochi a curare, assistere, soccorrere. Fuori da quelle mura che dovevano proteggere dall’esterno e che ora, al contrario, sono diventate la barriera entro cui si è diffuso il contagio si corre, ci sia affanna, si cercano soluzioni per salvare il salvabile.

Il sindaco Luca Malavasi è attaccato costantemente al telefono: «Non possiamo più aspettare. Dobbiamo fare subito qualcosa», diceva ieri al suo interlocutore in modo concitato.

I militari erano arrivati a dar man forte dopo che Malavasi aveva contattato la presidenza del Consiglio nella giornata di domenica e dopo l’interessamento diretto del Commissario plenipotenziario per la gestione dell’emergenza Covid Domenico Arcuri. Il verdetto della task force di sanitari militari è stato secco: «La struttura va evacuata immediatamente».Nella serata di ieri, dopo le indicazioni perentorie dell’esercito, c’è stato un vertice in Comune per prendere le decisioni necessarie.

Il problema resta come, ma soprattutto dove, trasferire gli ospiti della struttura. Malavasi è in continuo contatto con Ats e con la Regione per trovare una soluzione.

La situazione è precipitata velocemente a I Ciclamini: dieci giorni fa le prime avvisaglie, due ospiti e un operatore risultano positivi. Già la notte dopo la scoperta che il virus si è insinuato all’interno della residenza protetta, alcuni ospiti manifestano i sintomi della malattia. Nei giorni successivi si susseguono i tamponi, che portano al numero impressionante di domenica: 60 ospiti positivi su 68. La situazione è fuori controllo, il personale è ridotto ai minimi termini e chi non si è ammalato cerca di fare l’impossibile, ma la situazione richiede misure straordinarie. Il Comune aveva chiesto anche l’invio di nuovo personale per gestire la struttura.

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