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Un mantovano 28enne al top della ricerca per la cura dei linfomi

Robel Papotti ha vinto un bando del valore di 100mila euro. È stato sostenuto dall’associazione virgiliana contro il cancro

MOGLIA. Un giovanissimo ricercatore Unimore, il mantovano Robel Papotti, 28 anni, di Moglia, dottorando in clinical and experimental medicine, col collega Federico Pozzo del Centro di riferimento oncologico di Aviano (in Friuli Venezia Giulia), si è aggiudicato la terza edizione del Bando giovani ricercatori del valore di 100mila euro, istituito dalla Fondazione italiana linfomi (FIL), grazie ad un importante progetto di ricerca nel campo delle malattie linfoproliferative.

Il progetto vincitore del Bando giovani ricercatori è finalizzato a identificare nuovi marcatori biologici di prognosi e potenziali target terapeutici nel sottotipo più comune di linfoma non Hodgkin, il DLBCL (Diffuse Large B Cell Lymphoma) linfoma diffuso a grandi cellule B, che colpisce soprattutto, ma non esclusivamente, soggetti adulti o anziani, caratterizzato tipicamente dal coinvolgimento di una o più sedi linfonodali o extralinfonodali e da una rapida espansione della massa tumorale.


Il dottor Robel Papotti nel 2018 ha conseguito la laurea magistrale in biologia sperimentale e applicata all’Università di Modena e Reggio Emilia, ed è attualmente iscritto al corso internazionale di dottorato in clinical and experimental Medicine dell’Università di Modena, sotto la guida del tutor, ovvero la professoressa Samantha Pozzi.

Negli anni scorsi ha condotto ricerche nell’ambito dei linfomi diffusi a grandi cellule B. Tali indagini sono state possibili grazie ad una borsa di ricerca di 18mila euro vinta nel 2019, istituita dall’Associazione mantovana per la ricerca contro il cancro, da anni fortemente attiva nel finanziare attività scientifiche, e da un finanziamento della fondazione di Modena. Dunque, Papotti ha già ottenuto varie attestazioni di merito che gli hanno permesso di proseguire nel lavoro.

Queste ricerche sono state svolte presso i laboratori di patologia molecolare e di anatomia patologica del Policlinico di Modena, diretti rispettivamente da Stefania Bettelli e da Antonino Maiorana. In questi laboratori Robel Papotti si è formato come abile ricercatore e ha potuto apprendere le metodiche di biologia molecolare, attraverso le quali si studia la genetica delle principali neoplasie. L’Associazione mantovana per la ricerca sul cancro ha porto le proprie congratulazioni al giovane ricercatore per i risultati conseguiti.



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