Via allo sgombero della rsa I Ciclamini, i sindacati mantovani: «Mancato lo screening»

Personale ridotto e pochi test sono le cause di diffusione del contagio secondo Cgil e Cisl. Il consigliere M5S Fiasconaro: «Chiedo alla Regione che intervenga tempestivamente nelle rsa»

QUISTELLO. È iniziata la mattina del 25 novembre l'evacuazione graduale per allentare la pressione sulla casa di riposo I Ciclamini di Quistello. E i sindacati lanciano l'allarme: «Può succedere in altre strutture, le rsa non sono progettate per gestire i malati Covid». I primi a essere trasferiti in ambulanza sono stati gli ospiti rimasti negativi, sette su 68. Sono stati portati a Villa Azzurra a Borgoforte, gestita dalla stessa cooperativa.



«Siamo molto preoccupati, auspichiamo che siano state prese tutte le misure del caso per ricevere gli ospiti di Quistello», dice Cesira Chittolini della Cisl. A mettere l'accento sui rischi per le residenze sanitarie è anche la Cgil: «La cooperativa ha fatto tutto quello che poteva ai Ciclamini. I dispositivi di protezione individuale non sono mai mancati – dice Magda Tomasini – il problema è un altro: le case di riposo non sono progettate per ospitare malati contagiosi. Non è possibile costituire dei reparti isolati, con dei percorsi dedicati per gli operatori. Questo perché le rsa non sono neppure architettonicamente adeguate per questo».

Rsa I Ciclamini di Quistello, è iniziata l'evacuazione



La struttura de I Ciclamini è nuova, ma gli spogliatoi sono comuni, non ci sono ambienti che possano fare da filtro tra un eventuale reparto di isolamento che ospiti chi ha contratto il Covid e il resto della residenza. Inoltre resta ovunque il problema del personale. È insufficiente e gli operatori, inevitabilmente, devono gestire sia i reparti Covid che quelli ordinari e questo è un grave rischio, per quanto si seguano i protocolli e si faccia la massima attenzione.

«Quello dello scarso personale è un problema che era già presente – continua Tomasini – tutto si è aggravato con i primi contagi tra gli operatori. Un'altra cosa fondamentale che è mancata è la formazione continua del personale. Anche durante l'estate che ha dato tregua avrebbe dovuto essere costante. Ma soprattutto quello che è mancato è uno screening periodico e continuo sul personale. Questo è l'unico modo per bloccare sul nascere il contagio. Ribadisco poi che gli ospiti che si ammalano non possono restare in struttura. È vero che la Regione ha disposto che i positivi vengano immediatamente trasferiti, ma è anche vero che a Mantova non è stata approntata una struttura che possa accoglierli. Quindi restano in struttura e le conseguenze sono quelle che abbiamo sotto gli occhi». E proprio questo, in particolare i percorsi di “vestizione e svestizione”, sarebbero stati giudicati dagli infermieri militari di supporto tali da non consentire di operare in sicurezza. Da qui la scelta di non entrare in servizio.

Rsa Quistello: per gli infermieri militari va evacuata



E sulla gestione delle rsa interviene anche il consigliere regionale 5 Stelle Andrea Fiasconaro: «Le rsa in provincia di Mantova versano in condizioni critiche. Sono molto preoccupato per la piega che sta prendendo questa situazione, per cui mi appello a Regione affinché intervenga tempestivamente con misure serie per arginare i danni dovuti all’aumento dei contagi, prima che sia troppo tardi».



 

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