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MANTOVA

«Subito verifiche in tutte le case di riposo». È l’appello lanciato a enti e istituzioni dai sindacati dei pensionati, dopo le notizie dei gravi casi di contagio nelle Rsa, in primis quella di Quistello, che ha richiesto l’evacuazione e il trasferimento di alcuni ospiti.


«In questi giorni, nel Mantovano - scrivono Giancarlo Falavigna di Spi Cgil, Giusy Amadasi di Fnp Cisl Asse del Po ed Emilio Benfatti di Uilp Uil – continua senza sosta a consumarsi il dramma Covid nelle Rsa (Residenze Sanitarie Assistite) ed in questi luoghi la situazione è ancora allarmante; i decessi ed i casi di infezioni non si fermano. Non siamo in grado di avere notizie dirette e solo dai mezzi di informazione vengono forniti quotidianamente numeri sempre più allarmanti dei contagi e dei decessi nelle case di riposo. In alcuni casi gli ospiti non contagiati sono trasferiti in altre strutture che non sappiamo se siano in grado di fornire il ricovero in sicurezza.

L’appello, dunque, agli organi deputati del controllo.

«Chiediamo urgentemente - dicono i sindacati dei pensionati - che le istituzioni, a partire da Ats, prefettura e anche la procura della Repubblica, facciano luce sulla situazione; non possiamo abbandonare i nostri anziani, la nostra storia, la nostra gente. Vanno tutelati i dipendenti delle residenze sanitarie assistite; da tempo è stato messo in atto l’allontanamento dei familiari nelle strutture e questo è costato l’isolamento e la depressione di quelle persone già fragili e provate».

«Il riaccendersi della pandemia sta mettendo ancora più a nudo il rischio di essere di fronte alla perdita del senso di umanità - concludono Falavigna, Amadasi e Benfatti - Una pericolosa deriva che può travolgerci in questa seconda fase di sofferenza. Non dobbiamo cadere nel cinismo, cinismo che continua a ridurre a “normalità fisiologica” il tasso di mortalità di numerosi anziani».

Lo stesso accorato appello arriva anche dalla segreterie provinciali dei sindacati: «Siamo sconcertati da quanto sta accadendo nelle Rsa del nostro territorio; è un situazione sempre più drammatica, oltre l’immaginabile. E’ del tutto evidente che le Rsa sono state colpite in questa seconda ondata ancor più della prima - dichiarano Donata Negrini della Cgil, Dino Perboni della Cisl Asse del Po e Paolo Soncini di Uil Cremona-Mantova - Quello che ci sconcerta è che si dovrebbe dichiarare lo stato d’emergenza sanitario nelle strutture, mentre registriamo un silenzio assordante. Stiamo assistendo ad un continuo stillicidio dei nostri anziani, a un crescendo di contagi e infortuni da Covid degli operatori sanitari e socio-sanitari delle case di riposo, e in pochi stanno denunciando questa diffusione del virus. Nella scorsa primavera avevamo avuto rassicurazioni, in un incontro in prefettura, dall’Ast, dall’Asst e dai gestori delle Rsa che le stesse strutture avevano attivato tutti i protocolli e che quanto accaduto a marzo non si sarebbe più ripetuto. Invece, adesso la situazione è peggiore, e siamo solo a novembre; non possiamo accettare supinamente che non si stia facendo quanto dichiarato pochi mesi fa e che si debba ricorrere ai medici militari per gestire le situazioni, come a Quistello, del tutto fuori controllo. Chiediamo con urgenza che si attivi una cabina di regia in prefettura con Ats, Asst e gestori delle Rsa per trovare la soluzione a quest’emergenza in tempi rapidissimi».

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