Mantova, la felicità di Paolo, affetto da sindrome di Down, è un contratto

In vicolo Stretto grazie alla rete con l’Associazione persone Down. «Mi sento realizzato»

MANTOVA. «Davvero un bel regalo a pochi giorni dal mio compleanno». Paolo Baraldi compirà quarant'anni il 30 novembre ma ha potuto anticipare i festeggiamenti. Nella sede Tea di via Taliercio, ha firmato un contratto a tempo indeterminato. Un traguardo tagliato grazie alle sue competenze, a una progettazione coordinata da Aipd Mantova-Associazione italiana persone Down e alla preziosa collaborazione di tutto lo staff dell’ufficio di vicolo Stretto. Baraldi è entrato in Tea nel 2018 con un contratto a tempo determinato, poi rinnovato. Ora il nuovo passo avanti. Non un punto di arrivo, ma di partenza, visti gli obiettivi da raggiungere sul piano dell’autonomia e della vita indipendente.

«Sono molto contento - le sue parole dopo la firma sul contratto - Il rapporto con i colleghi è ottimo. Sono fiero del lavoro che faccio, per me è una grande opportunità. Mi sento realizzato. Ringrazio il presidente Massimiliano Ghizzi, la mia responsabile Angela Passarin e Sara Telasi di Aipd. Sono davvero emozionato». Baraldi ha iniziato due anni fa il suo lavoro in Tea con compiti di front office. In vicolo Stretto accoglieva i clienti, organizzava la fila. Sempre disponibile a scambiare due parole e a portare un bicchiere d'acqua agli anziani in attesa. Un compito sospeso in queste settimane per il Covid. In un secondo tempo gli sono stati affidati anche compiti impiegatizi.


Ha gestito la scannerizzazione di documenti che dovevano essere inseriti online ed eliminato la documentazione che non andava archiviata.

«Il contratto a tempo indeterminato è per lui un traguardo fondamentale - spiega Riccardo Bonfà, coordinatore di Aipd - Ora potrà essere autonomo dal punto di vista abitativo, condividendo una casa con altri ragazzi legati all'associazione. Oltre alle sue qualità, il merito è della rete che si è venuta a creare tra le parti».

«Baraldi è un esempio per tutti i dipendenti - aggiunge il presidente Massimiliano Ghizzi -. Ha da subito avuto ruoli di responsabilità, visto che la prima accoglienza è un momento molto significativo e talvolta delicato. Ha poi svolto brillantemente anche compiti di backoffice. In questi anni è cresciuto molto e noi siamo felici di chiudere con lui un cerchio iniziato nel 2018. Speriamo che il suo impegno possa essere da esempio per altri ragazzi dell'associazione che volessero intraprendere un percorso simile».
 

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