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Mantova, rischio depressione per gli anziani. I volontari: «Non li abbandoneremo»

L’associazione Centro Aperto continua a offrire servizi: dal "Telefono nonni" alla consegna delle ricette. C'è anche il libro a domicilio

Nicola Corradini
1 minuto di lettura

MANTOVA. «La gestione delle attività del centro sociale, normalmente complicata, con la recrudescenza del Covid 19 si è resa molto difficoltosa, travagliata, malinconica e anche un po’ minata da legittime e striscianti preoccupazioni. Ma noi non ci fermiamo». Maurizio Vasori è presidente di Centro Aperto, l’associazione di volontariato che si occupa di centinaia di anziani (in tutto 400 soci) dei quartieri della periferia nord: Colle aperto (dove si trova la sede), Cittadella, Gambarara e Rabin.

Occuparsi significa non solo garantire una serie di servizi come il trasporto assistito o le telefonate quotidiane a chi vive solo, ma anche assicurare quelle occasioni di socializzazione come le tombole o gli incontri dedicati ad argomenti di varia natura, sempre molto apprezzate da chi rischia di passare le giornate davanti alla tv. Magari in solitudine.

Ma oggi tutto è più difficile, perché non bastano nemmeno le misure di sicurezza come mascherine, barriere di plexiglas e sedie distanziate: siamo zona rossa e il pericolo di contagio è concreto. «Vero – dice Vasori – ma non possiamo lasciare soli i nostri anziani e non soltanto loro. Sebbene a ranghi ridotti, continuiamo a svolgere i nostri servizi. Abbiamo aderito al Patto Mantova promosso dal Comune con lo scopo di sostenere le persone più fragili e continuiamo a proporlo e attuarlo». I limiti previsti dal Dpcm sono ovviamente rispettati e si individuano soluzioni creative per garantire alcuni servizi essenziali.

Uno dei problemi avvertito dagli over 75, in questo periodo, è la difficoltà ad accedere all’ambulatorio medico per le ricette. «Abbiamo trovato un accordo col medico di base – spiega Vasori– Gli anziani portano dei biglietti con i nomi dei medicinali che prendono abitualmente e li lasciano a noi. Abbiamo dato le chiavi del Centro al dottore, che viene a depositare le ricette per i suoi assistiti. In questo modo evitiamo code davanti all’ambulatorio».

Il Centro continua a garantire il trasporto protetto con due auto attrezzate per accompagnare le persone con forti difficoltà di movimento negli ospedali di Mantova e provincia per visite o esami. Un servizio essenziale. Ma in queste settimane anche un altro compito è divenuto fondamentale: limitare l’ansia e la demoralizzazione dovuta alla solitudine. «Un problema serio – dice Vasori – per questo abbiamo rafforzato il nostro “Telefono nonni”. Ogni giorno contattiamo una quarantina di persone, perlopiù vedove, e chiacchieriamo con loro. Hanno voglia di sfogarsi, di parlare, di raccontare le loro paure».

Il Centro riesce a gestire la consegna a domicilio di libri dalla biblioteca di quartiere (5mila volumi) e la scuola di alfabetizzazione (ora solo a distanza) strumento importante per quartieri dove vivono molti stranieri. Per informazioni, si può telefonare allo 0376-392391 dalle 9 alle 12.
 

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