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Mantova, per la Torre della Gabbia slitta ancora l’apertura

L’impresa costruttrice ha chiesto una proroga sino a fine gennaio 2021. L’assessore Martinelli: l’ascensore c’è già, a primavera salirà il primo turista

Sandro Mortari
2 minuti di lettura

MANTOVA. In tanti, ormai, l’hanno definita il Duomo di Milano, che per completarlo ci sono voluti 600 anni. Un paragone forse ingeneroso per la Torre della Gabbia, il cui recupero è complesso, oltre che costoso. I lavori proseguono da più di tre anni, ma la conclusione è ancora lontana. Di quanto ancora non si sa. È certo, invece, che per la quarta volta l’obiettivo di aprire la torre ai visitatori viene rimandato. Questa volta almeno a dopo il 31 gennaio 2021.

Fino a quella data, infatti, l’impresa che sta eseguendo i lavori, la Marmiroli srl di bagnolo in Piano (Reggio Emilia) ha ottenuto dal Comune la proroga dell’occupazione di suolo pubblico: tre posti auto sul lato destra di via Cavour da utilizzare come area di cantiere per caricare e scaricare materiale e attrezzature.

«I lavori si concluderanno entro la fine dell’anno» avevano azzardato, nell’ottobre scorso, dal Comune, dopo che già per tre volte, a Natale 2019, Pasqua 2020 e a maggio sempre del 2020, alla ripresa dopo lo stop imposto dal Covid, la conclusione dei lavori era stata rimandata.

Nessuna sorpresa: quando il cantiere, nel maggio 2017, iniziò il sindaco Mattia Palazzi e l’assessore ai lavori pubblici Nicola Martinelli già sapevano che sarebbe stato complicato, oltre che affascinante, restituire alla città quel monumento duecentesco mai visitabile prima, per trasformarlo in un belvedere. Del resto, inserire un montacarichi all’interno della Torre che facesse da ascensore non era tecnicamente semplice. In più andava riadattato quell’appartamento privato, acquistato a spese del Comune, per avere quell’accesso pubblico al monumento che è sempre mancato.

«Adesso, però, l’ascensore è montato – dice l’assessore Martinelli – mentre mancano solo i collegamenti elettrici per farlo funzionare e poi i collaudi. Abbiamo già fatto anche la gara d’appalto per arredare l’appartamento dove ricaveremo l’ingresso con la biglietteria e i servizi igienici e, in due stanze, anche una sorta di punto Unesco. Per il resto, i lavori sono finiti. Mancano ancora alcuni dettagli sulla copertura, ma si tratta di interventi veloci». Tutto questo fa dire a Martinelli che «in primavera potranno salire i primi visitatori, anche se – puntualizza – dipenderà anche dai tempi con cui ci verranno consegnati gli arredi».

Il 30 novembre Martinelli farà un sopralluogo al cantiere per rendersi conto di persona dello stato dei lavori; poi seguirà quello della sovrintendenza che dovrà dare l’avallo finale a quanto realizzato. I lavori per restituire alla città il monumento duecentesco rimasto inaccessibile per secoli e danneggiato fortemente dal terremoto del 2012 sono iniziati nel maggio 2017. Il progetto è quello di trasformare quella torre, svettante per oltre 50 metri nel cielo, in una terrazza da cui ammirare tutta Mantova. L’investimento previsto ammonta a 1 milione 400mila euro. La complessità dei lavori prima e l’emergenza Covid poi hanno rallentato di molto l’operazione.

Quando tutto sarà pronto, al monumento si accederà dal voltone di via Cavour 96. Attraverso l’ascensore che potrà trasportare non più di 5-6 persone per volta si salirà sino a 52,52 metri (il punto più alto della città), con una tappa intermedia a quota 46,89 metri, alla lanterna.

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