Riapre la chiesa di Quistello: la prima messa sarà l’8 dicembre

A otto anni dal terremoto i lavori di restauro sono terminati. Spesi quasi cinque milioni. Il sindaco: «Ora è bellissima»

QUISTELLO. La messa dell’8 dicembre verrà celebrata nella chiesa parrocchiale che sarà riaperta dopo il recupero. I lavori sono ormai ultimati e fra pochi giorni i quistellesi potranno rientrare nell’edificio. «Il restauro ha restituito alla chiesa tutta la sua bellezza», commenta il sindaco Luca Malavasi.



L’obiettivo di inaugurare l’edificio sacro per la messa di Natale di quest’anno è stato centrato, dunque. Pochi giorni fa era stata liberata la facciata dai ponteggi e ora il rientro si annuncia imminente. Va ricordato che si è trattato di un cantiere molto oneroso e complesso. La chiesa di Quistello era una di quelle che avevano subito i danni maggiori dal terremoto del 2012. Con ampie porzioni delle volte che erano rovinate a terra e le murature in cui si erano aperte crepe profonde. Il recupero è stato possibile grazie all’intesa siglata nel novembre del 2015 tra la diocesi e il commissario delegato, in cui rientravano 13 chiese. Quell’accordo, reso poi operativo con l’ordinanza 209, prevedeva che la diocesi si sarebbe occupata della progettazione e la struttura commissariale, con fondi statali, dei lavori, investendo entrambi il medesimo importo.

Le lavorazioni alla chiesa hanno avuto un costo di 3 milioni e 650mila euro, a cui vanno aggiunte spese tecniche e di indagine in fase di progettazione e il recupero dell’organo, per una cifra totale stimata in 4 milioni e 977mila euro. Il recupero è stato lungo, i lavori sono iniziati dalle coperture che sono state completamente smontate, con una selezione di tutte le travi che potevano essere recuperate e un successivo rimontaggio. Tutti gli elementi strutturali sono stati consolidati e legati tra loro, per migliorare il comportamento sismico dell’edificio. Una volta concluse queste opere si è aperto il capitolo del restauro delle pitture e degli affreschi.

Ma ora la chiesa è pronta per ricevere la comunità e quest’anno il Club alpino italiano ha deciso di realizzare l’albero proprio davanti all’edificio sacro. «Si tratta di un passaggio importante per il paese – dice Malavasi – dopo il terremoto si era temuto il peggio per la nostra chiesa. Fortunatamente, grazie alla collaborazione tra Stato e Chiesa, tra pochi giorni potremo rientrare nell’edificio».

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