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Il settore auto è in apnea: anche a Mantova la pandemia blocca il nuovo

Ad agosto il boom per gli incentivi legati alle vetture ibride o elettriche. I concessionari: «Il lockdown autunnale ci sta mettendo in difficoltà»

MANTOVA. Il mercato dell’automobile, considerato che le misure per affrontare l’emergenza sanitaria colpiscono direttamente la mobilità, sta vivendo un nuovo rallentamento dopo la ripresa estiva. Una contrazione della domanda che è tra le cause di un dato che a livello nazionale, come evidenziato da un’elaborazione degli indici Istat effettuata dall’Osservatorio Autopromotec, fa registrare una frenata anche della crescita dei prezzi sia per quanto riguarda il nuovo (un incremento del 2,6% ad ottobre rispetto al picco del 2,7% ad agosto) e un calo molto più sensibile (-0,8%) delle quotazioni dell’usato.

Insomma le Case evitano di forzare sui prezzi, come confermano alcuni dei principali rivenditori del Mantovano. «È una dinamica che registriamo anche noi, d’altronde ad agosto c’è stato un vero e proprio boom dato dalla prospettiva di godere degli incentivi legati alle vetture ibride o elettriche - spiega Franco Nouvenne, di Renault Giovanzana di Porto Mantovano - Agli incentivi si sono affiancate logiche di promozione per stimolare l’acquisto. Noi in agosto abbiamo beneficiato di una rinnovata attenzione verso la mobilità green: d’altronde Renault con due modelli come la Twingo elettrica o la Zoe ha spinto molto. Ora però col nuovo lockdown tutto è tornato a fermarsi. L’usato regge perché molte persone non se la sentono, in questo momento d’incertezza, di fare un investimento importante come quello sul nuovo. E puntare sull’usato, anche come scelta transitoria, resta una strada molto battuta».


Si accoda nell’analisi Ivano Bellini, titolare di Autocenter, concessionaria Jaguar, Land Rover e Volvo a Castel d’Ario: «Gli incentivi di settembre hanno inciso sull’aumento dello sconto, anche perché terminati gli incentivi stessi le Case tendono a sostituirsi all’incentivo proseguendo una politica di agevolazioni;questo però soprattutto per i marchi cosiddetti “di volume”. Le nostre gamme, eccettuate le vetture ibride, non hanno goduto più di tanto di questa dinamica. Chiaro che questo nuovo lockdown preoccupa: da luglio ad ottobre c’è stata una ripresa, tanto che abbiamo registrato dati paragonabili a quelli dello stesso periodo del 2019. Le nuove limitazioni agli spostamenti ci stanno dando un'altra mazzata».

Anche Antonio Ferrari, amministratore del rivenditore multimarca Gruppo Ferrari Motors conferma che c’è stata una contrazione dei prezzi. «In realtà, da listino, un fisiologico rialzo c’è stato - premette - ma è chiaro che le logiche di promozione che vengono proposte, come quella in corso da noi che applica un -40% per il Black Friday, spingono le quotazioni verso il basso. Il nuovo lockdown naturalmente non ci voleva, ma siamo rimasti soddisfatti della ripresa che c’è stata da luglio ad ottobre, che ci ha permesso anche di andare a recuperare, almeno in parte, le perdite causate dalla prima chiusura». 

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