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Mantova, un Black Friday che piace molto a chi ordina dal divano di casa

Megastore e negozi segnalano un aumento delle vendite. Ma per lo più si tratta di cifre non decisive per le attività

sabrina pinardi
2 minuti di lettura

MANTOVA. Qualche scontrino in più è stato battuto, ma gli sconti del Black Friday non sono serviti a risollevare le sorti di un periodo, quello sì, davvero nero. Con incassi che, per alcuni tra i negozi graziati dal Dpcm, sono calati di oltre il 50% rispetto allo stesso periodo del 2019. Tra i generi più gettonati da chi non ha rinunciato allo shopping ci sono tecnologia e intimo, soprattutto pigiami: la nuova divisa da lavoro.

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Alla Comet di Levata le persone arrivano alla spicciolata: per evitare affollamento in negozio, hanno deciso di aprire alle 7 e chiudere alle 21. I clienti apprezzano e gli affari girano. «Sta andando come ci aspettavamo - commenta Nicola Piccinini, il responsabile del punto vendita - senza particolari picchi, in linea con l’anno scorso».

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Per sostituire lavatrici e frigoriferi o regalarsi un nuovo tv a prezzi vantaggiosi (gli sconti comunque vanno avanti fino a lunedì) arrivano anche dai comuni vicini. E vola la vendita online: «È aumentata in maniera esponenziale. Ce ne accorgiamo perché anche noi, in base alle disponibilità dei prodotti, facciamo da hub per le spedizioni». Sugli acquisti dal divano di casa punta Decathlon, il colosso degli articoli sportivi dai prezzi democratici. Il punto vendita non è preso d’assalto, ma del resto, le promozioni vanno avanti da giorni. «Più che un Black Friday è una black week - ci spiegano - e poi la nostra politica è mantenere prezzi popolari sempre. Anche quando ci sono i saldi di fine stagione non abbiamo un boom di vendite. Dall’analisi dei dati della carta fedeltà abbiamo notato, poi, che la maggior parte della clientela arriva da Mantova e Curtatone. Non si spostano da altri comuni, anche se potrebbero».

Chiuse in casa si rinuncia a farsi belle (e belli)? A quanto pare un po’ sì: in profumeria, gli incassi non decollano del tutto. «Oggi andiamo benino - racconta Beatrice Sanzani, titolare delle Profumerie Lara - ma il calo è del 50% rispetto allo scorso anno. E non abbiamo alcun aiuto».

A incidere sulla diminuzione delle vendite lo smart working e bar e negozi chiusi: «In generale, lavoriamo prevalentemente al mattino, poi i pomeriggi sono molto lenti. Anche per questo abbiamo deciso di chiudere alle 18.30. Dopo quell’ora il centro è deserto».

Un desiderio? «Spero nel passaggio a zona arancione anche per aiutare le altre attività, che sono davvero in sofferenza». Non c’è la ressa, ma qualcuno che si affaccia in cerca di occasioni c’è: il Jane Sport è aperto per chi cerca abbigliamento tecnico, mentre l’angolo moda è recintato.

Offlimits come da regolamento e acquistabile soltanto attraverso scambi di messaggi con il titolare, Renato Novelli, e recapitato a casa. «Non va male - commenta serafico - ma certo non è un andamento esagerato. Comunque gli sconti proseguono anche domani (oggi, ndr). Vediamo cosa succede».

Niente assembramenti ma un buon viavai nei negozi di intimo. «Vendiamo tantissimi pigiami - rivela Stefania Montù, titolare, tra gli altri, di Intimissimi e Tezenis - E in questi giorni (gli sconti sono partiti mercoledì) stiamo facendo gli storici dello scorso anno, nonostante la zona rossa e gli orari ridotti. In media, però, stiamo perdendo il 50% rispetto al 2019».

Montù solleva, poi, un problema che riguarda anche altri colleghi: «Nonostante la crisi, molti proprietari dei muri si rifiutano di ridurre gli affitti. Io pago trentamila euro al mese per i miei negozi. Dove non mi abbassano l’affitto, io chiudo». —



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