Maxitraffico di droga: uno degli spacciatori antennista a Mantova

Il 27enne abita da un anno nella zona di viale Pompilio. Ieri mattina gli è stato notificato l’obbligo di dimora

MANTOVA. Otto arresti, un obbligo di dimora, 40 indagati, sequestri di droga e soldi: sono i numeri dell’operazione “Salamandra” scattata  in Calabria, nel Cosentino, che ha consentito di ricostruire la rete e gli intrecci di un gruppo attivo nel sempre redditizio settore del commercio di sostanze stupefacenti: dalla marijuana all’hashish , fino alla cocaina. Tra gli spacciatori incastrati dai carabinieri di Cosenza, un giovane calabrese che vive a Mantova.

P.L., 27 anni, tramite contatti con alcuni conoscenti si era trasferito un anno fa in città, dove aveva intrapreso l’attività di antennista. La mattina di venerdi 27 novembre i carabinieri di Mantova gli hanno notificato la misura cautelare dell’obbligo di dimora nel suo appartamento della zona di viale Pompilio. A Mantova lavorava regolarmente in proprio, e non si era mai fatto notare per attività illecite.

Maxitraffico di droga: uno degli spacciatori antennista a Mantova



Probabilmente si era lasciato alle spalle il giro dello spaccio calabrese, su cui i carabinieri cosentini avevano cominciato a indagare nel 2016, quando un giovane di San Benedetto Ullano era stato trovato con 21 grammi di cocaina, un bilancino di precisione e 11.780 euro in contanti, evidente ricavato della sua attività. Il monitoraggio sui contatti del giovane aveva permesso di tracciare un primo quadro del giro dello spaccio di stupefacenti nella zona e di individuare le piazze del mercato. Nel corso dell’indagine sono stati ricostruiti oltre 110 episodi di spaccio o di detenzione; inoltre sono state documentate le attività dei broker, cioé i personaggi dediti al procacciamento degli stupefacenti e dei pusher, incaricati della successiva rivendita di cocaina, hashish e marijuana. Alcuni di loro ordinavano i semi di cannabis online, attendevano che germogliassero in un appartamento e poi attraverso una staffetta andavano a piantarli in un terreno circondato da una folta vegetazione, lontano da occhi indiscreti. Dagli approfondimenti investigativi sono anche emerse le propaggini extraterritoriali degli affari del gruppo, dal momento che i pesci più grossi hanno anche intrattenuto rapporti con esponenti di altre zone, con l’intento di allargare il business.

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