Mantova, tradito dalle impronte: il ladro di pellicce identificato otto anni dopo

Il colpo nel 2012 in un negozio del centro: l'uomo era in coppia con una donna avvenente, che si era finta incinta. La pelliccia di visone, del valore di 7mila euro, era finita in una grossa borsa Prenatal

MANTOVA. Si erano presentati in due nell’elegante negozio di pellicce del centro di Mantova. Lui, distinto, di mezza età, lei, avvenente, poco più che trentenne. Belli e ricchi, almeno apparentemente. Entrati indossando giacche firmate, erano usciti con una pelliccia di visone da settemila euro nascosta in un borsone truccato. Ripresi dalla telecamera interna, avevano agito con la massima velocità, dimostrando di essere dei veri esperti del furto con destrezza.

Probabilmente una finta coppia. Così come era falsa, quasi di sicuro, anche la gravidanza della donna, simulato grazie a una grossa borsa della Prenatal con l'apertura truccata: all’interno i due avevano messo una maxi scatola dentro la quale era scivolata la pelliccia di visone trafugata con tanto di appendiabito.


Il cold case è stato risolto il 28 novembre dagli uomini della squadra mobile e della polizia scientifica della questura grazie all’utilizzo di alcune delle più avanzate tecnologie investigative che sempre più spesso si rivelano fondamentali per ottenere riscontri probatori determinanti al fine di identificare gli autori di reato: l’analisi di frammenti di impronte papillari.

Grazie a questo procedimento hanno identificato e denunciato per quel furto A.V., 57enne pregiudicato di origine croata, che alcuni giorni fa, durante i consueti controlli di persone sospette e senza fissa dimora che gravitano nel centro storico, era stato fermato e sottoposto a rilievi fotosegnaletici per verificarne l’identità.

Gli esiti degli accertamenti hanno evidenziato che quelle stesse impronte digitali, nel marzo del 2012, erano state rilevate dagli uomini della Scientifica nella pellicceria e poi memorizzate nella banca dati del ministero dell’interno. Il questore Paolo Sartori ha già dato disposizioni all’ufficio immigrazione di avviare il procedimento amministrativo per l’espulsione dall’Italia una volta che l’uomo avrà scontato la pena. 

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