Dal Secchia all’Adige: dopo 42 anni i Tamani ripartono con l’Ambasciata

A 77 anni Romano inizia con il fratello Carlo una nuova avventura. «Anche a Villa Bartolomea promuoveremo la tradizione mantovana» 

QUISTELLO. Comincia ufficialmente questa settimana la nuova avventura dei fratelli Tamani. Una scelta certamente coraggiosa, quella di lasciare Quistello e il locale in riva al Secchia da loro creato 42 anni fa: il nuovo percorso parte in riva all’Adige, a Villa Bartolomea, un paesino veronese sulla Transpolesana. Completamente diverse le condizioni in cui Romano e Carlo Tamani si troveranno a lavorare: quello di Quistello era un ristorante costruito in anni e anni di lavoro, con una sala zeppa di oggetti d’arte, dai tappeti agli specchi, dagli argenti ai libri. Ora, invece, i due fratelli si inseriranno in una struttura già molto ben avviata, con albergo - di cui cureranno la ristorazione - ristorante gastronomico, sale meeting e residence. Quello che non cambierà, invece, è lo stile di cucina:«Resta la nostra cucina, quella che abbiamo portato in tutto il mondo - spiega Romano Tamani -: è quella con il gusto del Rinascimento gonzaghesco, ma aggiungeremo qualche piatto di ispirazione veneta per rendere omaggio al territorio in cui ci troviamo».



Dopo la chiusura per il lockdown di marzo, l’Ambasciata ha vissuto una stagione estiva in trasferta al Castello di Felino, nel Parmense. Con il mese di settembre, il locale di Quistello ha riaperto con l’azienda presa in mano da una cordata che fa capo, tra gli altri, all’avvocato d’affari Paolo Guaragnella e a Matteo Ugolotti, l’attuale chef, che in passato per 5 anni aveva strettamente collaborato con Romano Tamani nella cucina dell’Ambasciata. L’intenzione era quella di mettere Romano al centro del progetto, mantenendo i piatti della tradizione con un tocco di novità, escludendo però il fratello Carlo. Anche per questo, dopo alcune serate, Romano ha deciso di tirarsi indietro e, alla bella età di 77 anni, di ricominciare altrove assieme al fratello.

Anche a Villa Bartolomea, però, il nome del ristorante sarà “Ambasciata” (quello di Quistello sul sito web ora appare come “L’Ambasciata”). Non ci sarà il rischio di fare un po’ di confusione? Anche perché la Guida Michelin, da poco pubblicata, assegna la stella della buona cucina all’Ambasciata di Quistello, espressamente citando i fratelli Tamani. «Quando ho lasciato Quistello - spiega Romano -, ormai era troppo tardi per segnalare il cambiamento. Ma si sa che la stella è legata alla cucina di un ristorante, quindi è riferita a me. Così come è legato a noi l’onore che ci ha voluto attribuire il sindaco di Quistello, Luca Malavasi, ribattezzando la piazzetta del ristorante “Ambasciatori del Gusto”: quegli ambasciatori, certamente, siamo io e Carlo. E continueremo a esserlo con la nostra cucina».



Cosa cambia da Quistello a Villa Bartolomea? Gli affezionati clienti mantovani seguiranno i Tamani anche in terra veronese? «Si racconta che un tale avesse l’amante in città; poi si trasferì, ma lui andava a trovarla ancora» scherza Romano. «Qui c’è anche l’albergo - aggiunge Carlo -: i mantovani potranno venire e, all’occorrenza, dormire. È un fattore molto importante. Molti si stanno già informando. La cantina è già molto ben fornita, ma come prima cosa abbiamo aggiunto il Lambrusco della Cantina di Quistello. Puntiamo molto, per un grande rilancio, sulla prossima primavera, quando, auspicabilmente, si potrà circolare liberamente».

Tra i frequentatori abituali dell’Ambasciata c’era Vittorio Sgarbi. «Vittorio è un amico - sottolinea Romano Tamani - e già è venuto nei giorni scorsi come cliente di ristorante e albergo«. Le sue impressioni? «Mi ha detto: “Romano, il buono sei capace di farlo, dovrai creare anche il bello”. Ed è quello che vogliamo fare». La nuova sfida è già cominciata. 


 

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