Mantova, i negozi riaprono e i clienti tornano ma le tasche vuote frenano gli acquisti

Via allo shopping di Natale, qualche coda davanti alle vetrine. Gola: «Chiedo a tutti pazienza». Gozzoli: «Prezzi crollati»

MANTOVA. «Quando aprirai questo pacchetto avrai un attacco di felicità». La speranza è che l’adesivo sulla carta regalo del BP Factory sia di buon auspicio per il commercio, alle prese con una crisi con pochi precedenti. Di pacchetti, in questa prima giornata arancione, ne sono stai fatti parecchi: primo requisito per un attacco, se non di felicità, almeno di ottimismo. Le strenne sono cominciate nel megastore di piazza Concordia e in molti altri che, da ieri, domenica 29 novembre, sono partiti per la volata finale, pronti a cancellare un 2020 da incubo e recuperare porzioni di fatturato proprio grazie ai regali e all’ultima coda del black friday.

«Ci aspettavamo buoni risultati - commenta la titolare, Natascia Turra -. Con le dovute precauzioni, le persone sono tornate. Le vendite online hanno funzionato e ci sono clienti che ancora adesso desiderano ricevere a casa i loro acquisti, ma molti hanno bisogno di relazionarsi con noi, di persona». Tanti i regali, ma non solo. «C’è voglia di fare acquisti, e proprio per questo prevediamo più clienti rispetto al solito, anche se con scontrini più bassi. La capacità di spesa, del resto, è diminuita per molte famiglie».

Alle prese con carta regalo e fiocchi anche Stefano Gola, presidente cittadino di Confcommercio, che per il primo giorno di riapertura segnala una certa vivacità. «Quello che abbiamo perso a novembre - spiega - è difficilmente recuperabile. Ma con i colleghi ci siamo preparati, ancora una volta, ad accogliere i clienti in sicurezza. Chiediamo un po’ di pazienza, nel caso di code fuori dai negozi».

Un po’ di attesa per entrare c’è al Mollard di via Verdi. «Al mattino abbiamo lavorato bene, come da aspettative - racconta Annick Mollard - mentre il pomeriggio è stato un po’ più tranquillo. È stato molto gradevole vedere che le clienti, e i clienti, rimasti in contatto con me in queste ultime settimane, sono venuti a fare spesa. Ci hanno aspettato, e capiscono la nostra professionalità. È molto importante dal punto di vista psicologico, ci dà la voglia di resistere nella battaglia».

Agguerrita anche Carmen Zapparoli, un paio di vetrine più in là. «C’è stato movimento. La gente entra, e quando entra fa acquisti. Noi ce la mettiamo tutta». La preoccupazione, però, trapela: «Speriamo arrivino presto i ristori. Non vedo l’ora di riceverli per coprire le spese. Tutti noi abbiamo i magazzini pieni di prodotti e le fatture da pagare».

«La situazione è pesante, ma cerchiamo di essere positive - aggiunge Giulia Stefanelli,una delle socie di Turrini, altro negozio storico del centro -. Le clienti affezionate si sono fatte vedere, e non tutte sapevano che avremmo aperto. La chiusura di novembre non ci voleva proprio. Ora speriamo di recuperare con dicembre».

Era indeciso se alzare le serrande dei propri negozi Stefano Gozzoli, titolare di Bernardelli. «Siamo contenti che si possa riaprire, ma per oggi ci abbiamo pensato fino all’ultimo. Lo abbiamo fatto soprattutto per dare un segnale». L’attività di Bernardelli, grazie all’e-commerce, non si è mai fermata davvero. «Ma la concorrenza è terribile» ammette Gozzoli, che rivela un suo timore: «Mi spaventa il crollo dei prezzi, perché ho costi di gestione altissimi». 

La guida allo shopping del Gruppo Gedi