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Maggioranza spaccata su Gozzi: a Viadana in tre votano con l’opposizione

Il presidente del consiglio comunale si dimetterà dal cda della Fondazione Villaggio del Ragazzo. L’assemblea è durata quasi sei ore e non sono mancate accese polemiche

RICCARDO NEGRI
2 minuti di lettura

VIADANA. Pietrangelo Gozzi rassegnerà le dimissioni dal consiglio d’amministrazione della Fondazione Villaggio del Ragazzo. Venendo meno così ogni dubbio sulla sua compatibilità col ruolo di consigliere comunale di Viadana, Gozzi continuerà a pieno titolo a occupare un posto nell’assemblea cittadina, di cui è presidente.

[[(gele.Finegil.StandardArticle2014v1) L'affondo di Fava: «Molto grave che anche Gozzi abbia votato in consiglio comunale»]]

A forzargli la mano, un ordine del giorno presentato dalle opposizioni consiliari e approvato (a scrutinio segreto) dalla maggioranza dei voti. La votazione, a sorpresa, la sera del 28 novembre, al termine di un lungo consiglio comunale (una seduta protrattasi per quasi sei ore): l’atto di indirizzo proposto dalle minoranze ha ricevuto nove voti a favore e sette contrari, segno che tre esponenti della maggioranza (Lega-FdI-civiche) hanno votato nel segreto dell’urna con le opposizioni. A presentare l’ordine del giorno, Silvio Perteghella (capogruppo Viadana Democratica). La risposta, per conto dell’amministrazione, a cura del vicesindaco Alessandro Cavallari.

Non sono mancate le polemiche. Perteghella, secondo il quale lo scenario presentato da Cavallari era lacunoso, ha chiesto copia sottoscritta della relazione; ma il vicesindaco si è rifiutato di consegnarla, mentre il segretario comunale Claudio Bavutti (indicato da Perteghella come il probabile estensore materiale della relazione) si è smarcato affermando che «la responsabilità delle prese di posizione in consiglio comunale è di chi le pronuncia». A un certo punto, Cavallari ha perso la pazienza: «Perteghella hai rotto… ».

È seguito un lungo dibattito sulle cause giuridiche di incompatibilità a consigliere comunale e sulla natura dei rapporti in essere tra Comune e Fondazione (quest’ultima affitta all’ente locale un plesso scolastico, ndr). «Nulla contro la Fondazione – ha chiarito Nicola Federici (Uniti per Viadana) – che sta operando per il bene di Viadana. Ed è chiaro che qui non ci sono grandi interessi in ballo. Ma la legge, quando definisce le cause di incompatibilità, va rispettata».

Tanto Federici quanto Fabrizia Zaffanella (ioCambio) hanno chiarito che non c’era nulla di personale contro Gozzi, «che anzi in queste settimane si è mosso molto bene come presidente del consiglio, dimostrandosi molto più collaborativo rispetto a chi lo ha preceduto». Quindi il voto, segreto come richiesto da Perteghella. Durante la seduta, Gozzi si era limitato a ribadire di non aver voluto ingannare nessuno sulla sua posizione di amministratore della Fondazione.

Il giorni successivo, a bocce ferme, la presa di posizione: «Il mandato in Fondazione, conferitomi dal compianto sindaco Giovanni Cavatorta per la durata di quattro anni, era scaduto a febbraio, e proseguiva in prorogatio – spiega il presidente del Consiglio comunale viadanese – Non era stato nominato un mio sostituto, in quanto correttamente si attendeva la nuova amministrazione (quella vecchia sarebbe scaduta a maggio, salvo essere procrastinata poi a settembre causa Covid). Sono certo della totale assenza di incompatibilità tra cariche; ma prendo atto della sensibilità della maggioranza dei consiglieri, e pertanto, per non alimentare polemiche strumentali, rassegnerò formali dimissioni dal cda della onlus. Spero che la Fondazione riesca a sviluppare le idee di cui sono state gettate le basi, come la realizzazione di una mensa per poveri e mini alloggi per mamme vittime di maltrattamenti». 

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