Mantova e la zona arancione, i negozi riaprono senza troppe illusioni

I commercianti: «La stop ha eroso il 70% del fatturato. E una vetrina su tre rischia di chiudere a fine anno»

MANTOVA. Un negozio su tre rischia di non rialzare più la serranda dopo il 31 dicembre. Quello che sembrava un allarme azzardato dopo il primo lockdown, trova conferma con gli stop autunnali agli acquisti. A lanciarlo sono le associazioni di categoria che difendono il commercio, sulle barricate ormai da mesi: Confcommercio e Confesercenti. Che sperano nella riapertura di oggi, ma non si fanno illusioni, perché le vetrine spente hanno rosicchiato i fatturati di oltre il 70%, perché i ristori non sono sufficienti e non sono stati sufficientemente tempestivi, affitti e altri costi fissi non calano e i timori di una terza ondata di pandemia tolgono il coraggio anche ai più temerari. «Il 30% delle nostre aziende, di tutto il terziario e non soltanto del commercio, rischia di non superare indenne il 31 dicembre. Ma quel che è peggio è che molti imprenditori non avranno nemmeno i soldi per chiudere, la liquidità per pagare il Tfr ai dipendenti ed estinguere i debiti» chiarisce il direttore di Confcommercio, Nicola Dal Dosso. «E temo che nel Mantovano i dati siano perfino peggiori, perché Mantova, da sempre, soffre di più».

«Ci sono aziende alle prese con valutazioni molto pratiche: decideranno a fine anno se proseguire o no, sulla base delle vendite e delle prospettive per il prossimo anno – aggiunge Stefano Solci, vicepresidente di Confesercenti – non bisogna dimenticare che tante attività dovrebbero affrontare investimenti per rifornirsi delle merci. E, soprattutto le attività più piccole, rischiano un indebitamento eccessivo». Parte dei giochi si deciderà da oggi alla fine di dicembre, un mese cruciale: in ballo ci sono le strenne e il rinnovo del guardaroba. «Poter riaprire domani (oggi, ndr) è di vitale importanza – prosegue Solci – dicembre è una parte importantissima del fatturato. Mi auguro vada bene, per le imprese e per chi ci lavora: spesso sono giovani che ora vivono con cassa integrazioni pagate in ritardo o anticipate dai titolari».


Orario continuato dalle 9.30 alle 20, anche oltre se può servire: non molla Stefano Gola, rappresentante cittadino di Confcommercio, carico nonostante l’amarezza: «Abbiamo patito il fatto di essere lombardi. Mantova è servita ad abbassare l’Rt di città più importanti. Abbiamo perso novembre, un mese in cui molti clienti di solito cominciano a fare acquisti per i regali. Rispetto all’anno scorso abbiamo perso più del 70% del fatturato. Ma rimaniamo fiduciosi. Speriamo che domani venga a trovarci tanta gente». L’idea di prolungare l’orario d’apertura fino alle 22? «Se un gruppo di colleghi mi seguirà, io ci sarò. Certo, per chi ha dipendenti potrebbe essere un problema. Io sono disponibile: è una situazione d’emergenza e si risponde con soluzioni d’emergenza».

Non tutti, però, sembrano aver capito. Gli affitti non sono calati: un'analisi di Confesercenti della scorsa primavera dice che hanno accettato una riduzione soltanto tre proprietari su dieci. «Alcuni sono stati bravi, altri no. Non c’è modo di fare pressione, è un vecchio problema. So di colleghi che, proprio per questo, si sposteranno». Per ricominciare a giocarsela dovranno aspettare domani i commercianti del Mantova Village di Bagnolo San Vito: i centri commerciali non beneficeranno delle riaperture nel weekend da zona arancione. «Siamo contenti che i nostri negozi possano ricominciare a lavorare – commenta Sara Sirocchi, la marketing manager – speriamo che questo sia il primo step e si possa arrivare presto a un’apertura totale, anche nel fine settimana».

Giornata pre-apertura all’insegna dell’incertezza, invece, per gli ambulanti che vendono generi non alimentari (l’80% del totale): non tutti i Comuni hanno dato il via libera per i mercati di oggi. «Siamo sconcertati – racconta incredulo Simone Nasi, rappresentante della categoria per Confesercenti – ci sono Comuni che sono in attesa dell’ordinanza firmata del Ministero della Salute. Oggi apriranno Goito, Campitello e Bagnolo San Vito, mentre non abbiamo avuto risposta da Castel D’Ario e Villimpenta. E noi contiamo le ore».

La guida allo shopping del Gruppo Gedi