Mantova, rientro in aula con i prof in assemblea

Seconde e terze medie di nuovo a scuola. Le superiori chiederanno aiuto all’università per studiare i flussi dei pendolari

MANTOVA. Ritorno in classe, oggi lunedì, per gli studenti di seconda e terza media dopo la lunga parentesi di didattica a distanza dovuta all’inserimento della Lombardia tra le Regioni in zona rossa. Paradossalmente per una parte dei ragazzi sarà un rientro scaglionato. Questo non per ragioni di sicurezza anti contagio, ma per l’indizione di un’assemblea sindacale dei docenti nelle prime due ore della giornata.

Capita così che alcune seconde e alcune terze sono rientrate a scuola alle dieci o addirittura alle undici.


La sovrapposizione dei due eventi, assemblee e ritorno alle lezioni in presenza, è del tutto casuale visto che le prime sono state indette ben prima che fosse definito il declassamento ad arancione della regione lombarda.

Va detto, in ogni caso, che ogni scuola aveva la possibilità di scegliere in autonomia (pure entro certi limiti) la data del grande rientro. In altre parole può accadere che alcune medie riaprano completamente martedì o mercoledì.

Le tre scuole medie di città, Bertazzolo, Sacchi e Alberti hanno riaperto la mattina del 30. Le rispettive dirigenze hanno informato le famiglie attraverso comunicati sui siti internet già nella serata di sabato. Non è cambiato nulla rispetto alle modalità in vigore prima del lockdown: ingressi scaglionati negli orari prestabiliti, mascherine, assenza di sintomi sospetti, banchi distanziati e via dicendo.

Per le scuole medie, dunque, la parentesi della didattica a distanza si chiude. E speriamo continui così.

Per le scuole superiori, invece, cambierà nulla fino (verosimilmente) al 7 gennaio. In questo caso il problema principale riguarda il trasporto degli studenti pendolari. È ormai assodato che anche a Mantova, come in altre realtà, la riapertura sarà parziale: la metà degli studenti in presenza e l’altra metà a casa a seguire le lezioni sul computer. Ma non ci si può affidare al caso se si vuole effettivamente ridurre la concentrazione degli studenti sui pullman. Occorre avere chiaro la loro provenienza istituto per istituto per programmare le corse. «Sto raccogliendo questi dati nelle scuole – spiega Roberto Capuzzo, preside del Bonomi e coordinatore dell’ambito che comprende la città – servirà un modello matematico per avere un programma che calcoli i flussi e organizzi le corse razionalmente. Per questo mi rivolgerò all’università chiedendo collaborazione».
 

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