Mantova, cibo, vestiti e libri contro le nuove povertà

L’iniziativa dell’associazione Alfaomega nella giornata mondiale della lotta all’Aids: la donazione si rinnoverà ogni mese

MANTOVA-CURTATONE. Cibo, libri, farmaci e indumenti come tante munizioni nella battaglia contro la povertà, che alimenta l’ignoranza e allarga le fratture. Una guerra aggravata dalla pandemia, che all’emergenza sanitaria somma quella sociale, moltiplicando graffi e ferite di chi vive in equilibrio precario, sul filo delle privazioni. Parte da questa consapevolezza il progetto di Alfaomega “Dona cibo, previeni l’Aids” dedicato alla memoria di Barbara Morandini, l’infettivologa scomparsa nelle scorse settimane, la “dottora” dall’animo gentile che ha contribuito a far nascere l’associazione. A partire da oggi, giornata mondiale contro l’Aids, e il primo martedì di ogni mese, i volontari di Alfaomega offriranno pacchi alimentari alle persone segnalate dai servizi sociali dei Comuni di Mantova e Curtatone. Ma anche attraverso altri canali capaci d’intercettare situazioni di disagio sommerso.



«Manterremo l’iniziativa nel tempo – conferma il fondatore dell’associazione, Giovanni Malagutti – il progetto sarà aggiornato in corsa, includendo la distribuzione di indumenti, farmaci, libri. Vogliamo aiutare le persone in difficoltà senza fare concorrenza a chi già se ne occupa, al contrario, partecipando alla rete sociale mantovana. Ogni mese stenderemo un resoconto dei pacchi offerti e delle donazioni ricevute». Si parte con 3.950 euro, raccolti soprattutto nella larga cerchia d’affetti della “dottora” Morandini, la cui memoria ha mobilitato anche gli ex compagni di liceo dopo quasi cinquant’anni. Queste le coordinate per offrire il proprio contributo: Iban IT07F0707657610000000251026; Banca Cremasca e Mantovana – filiale 008 di Levata di Curtatone; causale: Dona cibo, previeni l’Aids – Barbara Morandini.

“Solidarietà globale, responsabilità condivisa” è il tema scelto quest’anno per la giornata mondiale contro l’Aids. Tema che l’emergenza attuale rafforza in monito. Adesso che l’Aids fa meno paura perché è sempre più cronicizzabile con i farmaci, ad ammalarsi con pochissime prospettive di riassorbimento nella società sono «gli ultimi degli ultimi degli ultimi». La gente già oltre i margini. Il guaio è che il Covid sta comprimendo questi margini.

Non solo: il virus si sta accanendo sulla psiche dei venti pazienti attualmente accolti nella struttura residenziale gestita da Alfaomega. Gente arrivata attraverso i canali del servizi sociali, del carcere, dell’ospedale, dell’Ats, di realtà che trattano situazioni di disagio. Gente scheggiata anche da problemi psichiatrici che le regole anti-contagio, con la loro scia di divieti, stanno adesso amplificando.



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