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Nel Mantovano irregolari tre aziende su cinque, sospese 97 attività per lavoro nero 

Ispettorato del lavoro impegnato in controlli, vigilanza nelle imprese e servizi all’utenza. Sotto la lente quasi 900 ditte: dalle fabbriche al commercio, al settore agricolo

MANTOVA. Ben 3 aziende su 5 irregolari, scoperti 281 lavoratori in nero con 97 attività sospese, 174 persone denunciate, 46 violazioni al testo unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e sanzioni amministrative e penali per quasi 500mila euro. La fotografia 2019 scattata dall’Ispettorato territoriale del lavoro di Mantova guidato da Silvana Catalano lascia l’amaro in bocca. «Numerosi sono i settori interessati dal controllo – spiega Catalano – Il settore della logistica e degli autotrasporti rappresenta un ambito sempre approfondito. Allo stesso modo, è noto che i fenomeni di evasione o elusione si annidano anche in realtà poco strutturate, ed è per questo che sono state attenzionate attività di tipo commerciale caratterizzate da alta volatilità occupazionale». A seguito delle deleghe governative contenute nel Jobs Act, l’Ispettorato è diventato un’agenzia autonoma dal Ministero del lavoro, ma è rimasta invariata la sua competenza sia per provvedimenti rivolti all’utenza sia per la vigilanza in materia di lavoro. Attività quest’ultima coordinata dall’ispettore Carmine Merolla e dal maresciallo Vitantonio Salamina, a capo del Nucleo carabinieri, sempre più concentrata nella «lotta ad un fenomeno particolarmente scabroso come quello del caporalato» e in affiancamento tanto al Servizio prevenzione infortuni sul lavoro di Ats quanto al Comando provinciale della Guardia di finanza.

IRREGOLARE OLTRE IL 58% DELLE DIRRE


Le aziende ispezionate nel 2019 sono state 872 (erano state 836 nel 2018) di cui 206 pubblici esercizi, 129 imprese manifatturiere, 123 attività commerciali, 118 attività di servizi, 91 imprese edili, 74 ditte di trasporto, 33 aziende agricole. Riscontrate irregolarità nel 58,32% dei casi (era il 53,49% nel 2018).

IL LAVORO NERO

Su 1.602 posizioni lavorative verificate ben 536 sono risultate irregolari, 281 i lavoratori in nero e 68 i clandestini per un totale di imponibile contributivo non denunciato di quasi 325mila euro. Sono quindi state sospese 97 attività imprenditoriali per l’occupazione di lavoratori in nero in misura pari o superiore al 20% del personale presente. In 34 casi si tratta di pubblici esercizi, 31 le industrie del tessile/abbigliamento, 11 attività agricole, 9 del terziario in genere, 6 attività commerciali e altre 6 del settore edile. Tra sanzioni amministrative e penali l’ammontare è di 484.380 euro contro i circa 600mila euro del 2018.

LA SICUREZZA CHE MANCA

Gli accertamenti di natura penale hanno poi visto l’Ispettorato del lavoro far scattare sanzioni per violazioni in materia di sicurezza sul lavoro per un totale di 62mila euro (erano quasi 80mila nel 2018) e denunce alla magistratura a carico di 174 persone (erano state 133 nel 2018). Le comunicazioni di reato alla procura hanno riguardato in 81 casi violazioni al codice penale, in 46 il mancato rispetto del testo unico sulla sicurezza (erano 75 nel 2018), in 25 la non applicazione dell’articolo 4 dello Statuto dei lavoratori per la videosorveglianza.


DENUNCE E CONCILIAZIONI


Allo sportello del Servizio ispettivo sono poi arrivate lo scorso anno 391 denunce da parte di lavoratori, per 58 è stata tentata la conciliazione monocratica, 67 sono state effettivamente esperite (parti presenti) e 50 hanno avuto esito positivo. Il servizio all’utenza dell’ispettorato è poi competente a trattare tentativi di conciliazione facoltativi e procedure obbligatorie in tema di licenziamenti individuali per giustificato motivo nelle aziende con più di 15 dipendenti. Lo scorso anno sono stati trattati complessivamente 554 tentativi di conciliazione, rispetto a 541 del 2018: per 360 si è arrivati al verbale di conciliazione.


MADRI LAVORATRICI E MINORI


Per l’astensione anticipata dal lavoro o il prolungamento di quella obbligatoria per le lavoratrici madri sono stati adottati 670 provvedimenti di cui 629 concessi mentre del 2018 ne erano stati adottati 746 di cui 664 concessi. Le autorizzazioni allo svolgimento di attività lavorativa da parte di minori nello spettacolo sono state 5 per 17 lavoratori (nel 2018 erano state 8 per 68 lavoratori) Nel corso del 2019 sono state infine convalidate 487 dimissioni di lavoratori padri e di lavoratrici madri con figli di età inferiore ai tre anni (erano 468 del 2018). —


 

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